Questo tempo

Nel primo autunno

questo tempo

affonda nel cortile

come su foglie sventrate

il calpestio del tramonto

Fluttua tra le volute

di balconi antichi sui selciati

tra gli ibiscus in ogni stagione

attraverso il caos cinereo

lambisce portici bianchi

Questo tempo

pietrifica la storia eppure

senza mai fine rinomina

radici e memorie come lampo

riflesso controvento

©Maria Allo

“Feriti dall’acqua” di Pietro Romano (peQuod Editrice, 2022). Nota di lettura di Maria Allo

LIMINA MUNDI

Uno stormo di rondini che migra
non è ancora. Laggiù il presente
si arena, senza doni
” (p.39)

Dopo il precedente Case sepolte, Pietro Romano, con questo suo nuovo libro, prosegue con un viaggio a ritroso sul confine tra memoria e desiderio e con decisa volontà di dare corpo, voce e sostanza alla condizione dell’uomo nell’universo insidiato costantemente dalla distanza fra l’io e il mondo. La poesia di Feriti dall’acqua sembra nascere da riferimenti alla vicenda biografica dell’autore, che divengono occasioni per dare corpo a tematiche di più ampio respiro in un mondo sempre più multirazziale:” Un turbinio, rumori umani, viali. / Quel che è successo infuria in un tempo/ cristallizzato: l’aria è il passo/ verso la costa, gli occhi che guardano/ sono le case, il corteo, le panche. / Mantenere la vita, sollevarla/ alla bocca, senza occhi a sponda della fine” (p. 7). Il tema, intrecciandosi anche con…

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Partiture di pelle di Mattia Cattaneo

LucaniArt Magazine

ASCOLTO E SILENZIO IN PARTITURE DI PELLE DI MATTIA CATTANEO

nota di lettura di Maria Allo

” io che parlo di poesia
e la cerco come un segugio,
una bestia da stanare
un petalo immaturo da crescere”
(p.44)

Scrive il poeta Bernard Noel:Colui che guarda entra nel silenzio e attraverso il silenzio entra nell’immagine e ancora Goethe: “colui che nel silenzio si guarda attorno impara come l’amore edifica”. Così Mattia Cattaneo, in linea con la coerenza sommessa, ferma e sofferta della sua personalità, rimanda alla lezione di entrambi e con immagini in cui riaffiorano i ricordi, in un intrecciarsi di sogno e coscienza e in un continuo fluire tra presente e passato, ha voluto esprimere il fatto che l’esperienza del Sé riconosce nella sua essenza più profonda l’Io che la vive, il sentirsi dentro il fluire della vita: “ho preso il tuo nome/ per…

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Grazia Procino “E sia” nota di Maria Allo, Ladolfi Editore 2019

LIMINA MUNDI

Passiamo una vita intera a cercare il senso”, risponde sdegnata “Io non perdo il mio tempo / d’eternità in ricerche impossibili”, e poi sprezzante aggiunge “Solo gli uomini si ribellano / all’appartenere alla stirpe / di coloro che non sanno

La poesia non cerca significazioni, ma senso, il senso che c’è a vivere dice Bonnefoy. E sia è il libro a cui Grazia Procino ha affidato il senso della ricerca e della conoscenza. Come Ulisse del nostos, uno dei miti più attuali tra tutti quelli ereditati dalla cultura antica, simbolo dell’umanissimo desiderio di ritorno alla casa e di quiete, l’autrice esprime la ricerca intellettuale che spinge l’uomo a procedere sul cammino della storia o su quello più strettamente individuale dell’esistenza personale come esperienza di sé e come scoperta di nuovi orizzonti umani. Un progetto artistico preciso e coerente che si propone e si sviluppa in tutta la sua…

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Fuoco e cenere

Sul margine la felce incendiata

rivela un suo saldo credo e non smette

di negoziare testarda e tenera

 nel più lieve dei gesti la vita

non avevo mai visto niente di più bello

prima di questo mattino

Suppongo che tra gli esseri umani

ci sia bisogno di cose del genere

e invece ci si perde nel vuoto

cenere sale un anno dopo l’altro

come arido deserto in corpi sfatti 

Vedi quel che svanisce libra profondità

 di gelsomini su abrasioni di poggi

con cui ancora si può ricominciare

©Maria Allo

nascita

Tutto è dentro e tutto si contiene

inferno e paradiso

Il cielo nella mente brulica di oblio

la terra di luce morente tace

come volto trasparente la luna

mi attraversa

sotto una furia di pioggia

scivola nelle mani dischiuse

ma è solo il mare a sfiorarci

dove un giorno una bimba

osserva i germogli sfogliarsi

così impara che

distacco equivale a nascita

Questo spiega il fruscio di alberi

Inatteso crescere mentre

su varchi rimossi il fiume scorre

©Maria Allo

in ogni vita

Foschia tra pietre e grate scure

Tutto quello che non è più oggi

prepara la rovina del fermento

finché nel silenzio si vede

più chiaramente il tempo sprecato

abissi e salvataggi in ogni vita

dove qualche accento riaffiora

a tratti in un brillio di foglie

Come quando si cerca coraggio

mentre si sfaldano le ossa e dietro

le palpebre si scioglie il silenzio

in un fiore che esplode così il cuore

non cede di schianto o saccheggia

il canto quando accordi di noi

fluiscono perché nessuno proprio

 nessuno  può farcela da solo

©Maria Allo

Nessuno è solo

Fuori da questo silenzio c’è una forma

di amore in aria sospesa

fermati e ascolta fino in fondo

Ogni eco lontano

si spande nel cammino di ognuno

insegue tracce un po’ in penombra

sente forte un richiamo di futuro

oltre ogni perdita

Aperto alle ferite configura l’universo

con slanci d’infinito da coltivare

come memoria buona

in altro tempo in altro spazio

nessuno è solo

© Maria Allo

φῶς(luce)

Caviglie trattenute sul flutto che scorre
Passerà questo tempo così come si riproduce
nel profondo un sempreverde e ramifica
in ogni incisione di un cortile ignorato
Un dio errante con ali distese reggerà
il brusio della vita che cede e anche
se gli occhi non riescono a vedere
una feritoia di luce schiude un volto
prima della parola a metà strada

©Maria Allo