sommersi e respinti

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ph Natàlia Deprina

Ogni tanto devi stare in mezzo a loro
Percorrere strade malfamate
Rovistare tra i rifiuti mentre cresce la fame
Divenire corteccia gelata nel vento senza riparo
Fame che cresce sui marciapiedi
Sfidare i colpi della pioggia inciampare
Sul ventre bianco del vento con l’ombra di sempre
E i giorni incisi sulle rive di sogni spietati.
Sappi che occorrono migliaia di mani
E un fuoco incessante nello sguardo
Per ritrovare il senso di ogni andare

© Maria Allo

Maria Allo, Solchi. La parabola si compie nei risvegli

Poetarum Silva

solchi

Maria Allo, Solchi. La parabola si compie nei risvegli, Fuori Collana, collana diretta da Fabio Michieli, L’arcolaio 2016

dalla prefazione di Anna Maria Curci

Allegoria della tensione: Solchi. La parabola si compie nei risvegli di Maria Allo

«La parabola si compie nei risvegli»: questa frase, tratta da un verso e che costituisce la seconda parte del titolo della raccolta di Maria Allo, consolida, man mano che si scorrono i componimenti qui raggruppati, il suo ruolo di punto di riferimento costante, lanterna alla lettura e, insieme, di mistero che non può e non vuole essere ridotto a una formula di spiegazione, per quanto acuta, per quanto illuminante, per quanto prossima allo stato delle cose la spiegazione possa essere. Le manifestazioni del termine parabola si articolano e si mescolano: narrazione esemplare e allegoria, curva e andamento ellittico si gettano, non di rado precipitano, tendono al compimento in quei risvegli anch’essi polisemantici…

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Purchè tu viva

photo di Katia Chaushevakatia_chausheva_beautifulbizarre_018

Adagiarsi sul corpo della terra
Lasciarsi attraversare da tutte le stagioni
Essere acqua dentro e fuori
Scandire il ritmo al limite del silenzio
Offrirsi in pasto al vuoto cambiare luogo
Purchè tu viva
Essere imminenza nella notte
Suono inarticolato riflesso di morte
Deserto eroso dai dubbi inevasi
Germoglio e fango dietro il recinto di lava
Purché tu viva
Essere ceneri spente di agonia
A partire dalla notte essere ponte
Tra dettagli di ortiche essere sasso
Foglia salda ai rami sangue tra le radici
Sul bordo nelle fessure di miserie oltre quel muro
fluire con le mani alle tempie
Purchè si resti umani

© Maria Allo

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È quando l’attesa si fa lunga
Che mi connetto al silenzio
Come rimboccarsi negli occhi la luna
In verità ingoio di tutti gli orizzonti
Il fragore del mare
E della vita solo la sua luce
Eri il confine furioso in volo
Sulle fiamme dei miei seni
A tratti un colpo di luce
Pronto ad accecarmi

© Maria Allo

Il tema del silenzio: Maria Allo 2 – foto di Massimo Grassi

LIMINA MUNDI

Annebbiano realtà di quel vento pari alle radici
Di un’infanzia scavata dentro il fragore privo di colori
Fa trasalire ancora quel ricordo vago
Che graffia le vene sui polsi
Tutta una vita a chiedersi in silenzio
Le ragioni d’imbarazzo [vanno e vengono ]
A piovermi addosso quando un dettaglio
Si flette e contorce con violenza
Il fondale disumano nelle arterie dove si annidano
Schegge quando tutto sparisce

Maria Allo

C’è mare in questo testo di Maria Allo, mare nelle more, mare nelle radici che si mostrano tra le dune, mare negli anfratti di una terra tormentata da vento e salsedine. C’è il fragore che sa di onde e di tuoni, dove non possono essere i colori, perché la vista  è sovrastata e annichilita dal senso dell’udito, si possono chiudere gli occhi in tanto rumore, rivivere gli istanti, ricostruire le immagini mentali.

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C’è un ricordo in questo testo un ricordo accennato…

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vergine dei sussurri

Martin Stranka

photo di  Martin Stranka

 
Lento nel passo e vuoto nel tuo nome
Solo il silenzio
Sbaraglia la rugiada del mattino
Il vento soffia e contro il vento
La lotta si fa dura ai bordi in verticale
Sopra ogni ostacolo
In questo luogo senza luogo
Ecco
Vergine dei sussurri
Nel silenzio di carne nuda
Resisti al vento
Dovunque in un luogo qualsiasi
Vigile mi sorprendi con un grido
Imploso sulla nuca
E la diffidenza di un’assenza
Prima di andare via

© Maria Allo

Cancelleremo parole

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photo di Felicia Simeon

Un occhio disteso nella rapidità
Della memoria
E in ogni rivolo si riannodano
Quei fili erosi dalle parole
Nel sogno smarrito
Impenetrabile ma mai incenerito
In questo scavare nel taglio di confine
Disarmata da un riverbero
Socchiuso in mezzo al guado
Tangibile con ogni gesto un levigato Agosto
Cade sopra i detriti
Ma i segni sfaldano l’aria intorno
Rapidi nel volo sguardi infranti
Di mancanze ripetute nella realtà
Su fili prudenti composti tra le dita
Ormai chiuse a custodia del sangue
Cancelleremo parole
Che la memoria non sa più evitare

© Maria Allo

ESCE OGGI “SOLCHI – La parabola si compie nei risvegli) della siciliana MARIA ALLO.COLLANA FUORICOLLANA, DIRETTA DA FABIO MICHIELI.

lacostruzionedelverso

solchi

LOGO ARCOLAIO

Un nuovo poeta entra a far parte del catalogo de L’Arcolaio; si tratta di Maria Allo, autrice nata in provincia di Messina ma residente a Riposto, presso Catania. La raccolta che ora propone al suo pubblico s’intitola “Solchi – La parabola si compie nei risvegli” e porta in sé la bella prefazione della nostra cara Anna Maria Curci. Maria è stata inserita nella collana diretta da Fabio Michieli: “FuoriCollana”

Benvenuta tra noi, Maria!

L’inizio della prefazione di Anna Maria Curci:

Allegoria della tensione: Solchi. La parabola si compie nei risvegli di Maria Allo

«La parabola si compie nei risvegli»: questa frase, tratta da un verso e che costituisce la seconda parte del titolo della raccolta di Maria Allo, consolida, man mano che si scorrono i componimenti qui rag­gruppati, il suo ruolo di punto di riferimento costante, lanterna alla lettura e, insieme, di mistero che non può e…

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Schegge

photo dal web

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Lontananze senza occhi ti chiudono i sensi
Lasciano orme e odori di more striate di mare
Annebbiano realtà di quel vento pari alle radici
Di un’infanzia scavata dentro il fragore privo di colori
Fa trasalire ancora quel ricordo vago
Che graffia le vene sui polsi
Tutta una vita a chiedersi in silenzio
Le ragioni d’imbarazzo [vanno e vengono ]
A piovermi addosso quando un dettaglio
Si flette e contorce con violenza
Il fondale disumano nelle arterie dove si annidano
Schegge quando mai tutto sparisce

© Maria Allo

Storie incompiute

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In un lungo viaggio l’orizzonte diviene viatico .
Strappato alla corrosione del tempo e alla gloria della memoria
L’orizzonte diviene terra calpestata sopra onde scisse
Il vento si porta via le parole e respira quell’amore
Che racconta il mare misurando il silenzio
E pietrifica goccia a goccia l’attesa di altri cieli.
Ricerca di mani nell’incresparsi dentro le parole
Ma sulla rotta impietosamente
Si sfalda tra le vene la speranza di ritrovarsi
Solo occhi rossi e sgomento tutti inermi
Senza passato né futuro
In agguato solo un fottuto naufragio
Come punto d’arrivo
Eppure lo sguardo attende una mano
con una distanza ancora da colmare
in un mare al vertice del cielo non lontano dal cuore

© Maria Allo

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