come anemone

Non so se tra cadute e rinascite

in discesa o in salita

per compassione o per dono

questa terra nel suo moto

più forte di ogni memoria

spanderà circolarmente

quel seme fecondo dentro

le cose come anemone

che improvviso accoglie l’alba

© Maria Allo 

Nei giardini di Montmartre

Un intrico di radici nelle ossa

fende anche la morte.

Eppure il passato è già futuro

nel freddo gennaio dei giardini

di Montmartre e Van Gogh ancora

scopre armonia di colori

nei toni spezzati dei fiori.

Riprende vita dai battiti

in danza immobile

dai corridoi di ogni corsia

ma un presagio di perdita

rintocca in gola al crocevia.

I corpi appartengono al passato

nel ritmo indelebile di futuro

così come l’amore e il tempo

indivisi e immoti nutrono

la vita e noi in ogni stagione

© Maria Allo 

Ossessione e presente immobile in “LA GELOSIA” – Alain Robbe Grillet

una mia nota di lettura su Limina Mundi

LIMINA MUNDI

alain R

Alain Robbe Grillet: Brest, 18 agosto 1922 – Caen, 18 febbraio 2008

L’attività letteraria è stata negli anni Cinquanta e Sessanta caratterizzata da alcuni movimenti d’avanguardia animati da un’elevata carica di contestazione sociale e morale al sistema borghese: un elemento, questo, nuovo rispetto alle avanguardie storiche di primo Novecento e che in qualche modo prelude al Sessantotto. Se l’avanguardia storica infatti, d’inizio secolo (Dadaismo, Futurismo, Surrealismo) sognava di creare un linguaggio nuovo, la Neoavanguardia si propone, di demistificare il linguaggio ordinario, distruggendo all’interno i modi del conoscere e del comunicare. La Francia è il paese in cui più intenso è stato il dibattito teorico, stimolato dalla vivacità delle ricerche culturali (Esistenzialismo, Neomarxismo) e dalle nuove scienze umane (soprattutto lo Strutturalismo e l’Antropologia), fiorite appunto nel clima culturale di quegli anni segnato dall’Esistenzialismo e dalla guerra fredda. A questo sfondo culturale si possono ricondurre le opere di autori diversi, quali Jean-Paul…

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soli qui nel vento

https://anchor.fm/maria-allo/episodes/Soli-qui-nel-vento-e1coffp/Soli-qui-nel-vento-a77cgcb

Non so se il paesaggio nei dettagli

ha sguardo verde anche per noi

per quello che siamo e siamo stati

per chi sul ciglio fissa il vuoto

per la nostalgia cieca di futuro

Non so se in giorni così cupi

tra spini e rovi fin dove lo sguardo

arriva nel brusio tra albe e radici

il paesaggio soffia linfa verde

in basso verso di noi qui nel vento

© Maria Allo 

poesia

“…Cercavo l’infinito: trovavo la

pietra di topazio di tra i graniti del Tibet

Amelia Rosselli

Uno sguardo sconfinato

risuona lungo rivoli sotterranei

dietro rime increspate di silenzio

ma dall’alto di un picco

con curve di voli

svaniscono come polline

nel vento prima di fiorire

dovunque in mille voci

Hai nello sguardo nuovi segni

ma con l’ingratitudine insonne

di chi non trova pace per aver

cercato duramente invano

© Maria Allo 

In ogni età

Le cose che accadono sono sempre le stesse. Non è sempre uguale invece la profondità creativa dell’essere umano. Le cose di per sé non significano nulla, assumono un significato soltanto dentro di noi. Siamo noi a dare significato alle cose. Il significato è ed è sempre stato artificiale. Siamo noi a crearlo.

Da:” Il Libro Rosso di Carl Gustav Jung

Percezioni in tempi differenti

lambiscono biancospini sparsi

come alberi sospesi nella luce

tra le braccia del prato

Davanti a questa calma apparente

cardini di attese anni e ritardi

con tutto ciò che non siamo

scorrono come arido deserto         

                                         [in corpi sfatti

Senza alcun programma il tempo

cigola fragoroso nel bianco vortice

di passi scolpiti nella polvere

ma siamo noi stranamente

in ogni età a scandire attraverso

nuove rotte altre sponde altre rive

© Maria Allo 

come piuma

…pensare è imparare di bel nuovo a vedere, dirigere la propria coscienza, fare di ogni immagine un luogo privilegiato”.

Albert Camus

Sto qui e lascio che sia con il coraggio

di una piuma in preda al vento.

La mia isola sconfina blasfema

sulla terra muta in sordina

fra la vita e la morte in guerra

ai bordi in verticale scandaglia

vacuità da clochard sull’arenile.

Sto qui nel sospeso del mondo

quasi in pace ma sempre cocciuta

come una persistente mareggiata

© Maria Allo 

a mezza voce

Impara come fa la luna a tramontare nel gelo della notte prima di Natale. Apri le narici. Annusa la neve. Lascia che la vita accada. 

Da: “Diari (Sabato mattina, 13 dicembre)”, di Sylvia Plat

Il silenzio clandestino rilegge l’alba.

È sguardo selvaggio in ciò che manca

scarto di parole in una voce perduta

reazione a catena tra le varie cose

viaggio senza fine anarchia e dissenso

Ma tutto è presente in noi in gradi diversi

in un’alba che si fa fulgore e per tutti

costruisce confini nel vivo del mondo

quando insegna il silenzio forma

di un ritmo che non smette in cui cadere

Sulle nostre bocche

Un testo del 2016

Sulle nostre bocche fiorisce il deserto.
Ma c’è un confine in tutto
E il dentro compiuto
Senza didascalie o schieramenti di cui porta il nome
Non coniuga idee solo frammenti a mille
A volte un pampino ci può sfiorare
Nel mezzo della notte
Disseminare sulla battigia sassi levigati
Inseguire fantasmi di nereidi
Ma non sapremo mai quanto durerà.
Sulle nostre bocche fiorisce l’attesa
Recide l’aria densa di aromi
Inchiodati alle narici su improvvisi fili di pioggia
Seme come prova di memoria salvifica
Ma c’è lo sgomento di essere vivi.
Sulle nostre bocche fiorisce la polvere.
A volte puntella l’ombra
E quando ormai non resterà più nulla
Si sciuperà la vita stessa su tutta la terra
E così che agisce la luce
Eppure in un punto convergente
Nulla accadrà mai invano

© Maria Allo