canta ciò che tace

Oggi è cupo il mare.

Tra i sibili il vento si annuncia

nel respiro dei viventi

mentre l’Etna sprofonda

in un velo di caligine

un  abisso che non può

fare a meno dell’amore.

Canta ciò che tace

la fiamma dei suoi occhi

tra le scintille dei fulmini

nell’ebbrezza del volo

quando nelle crepe infernali

ogni frammento può essere

un minaccia alle creature intorno.

Eppure

se ascolto il seme che matura

nel cuore di un cratere

nelle viscere della terra e nel vento

cresce il ricordo di ciò

che davvero ci appartiene

@Maria Allo

deserto

Nel deserto non v’è nessun segnale. Che dica: tu non mangerai le pietre

Proverbio sufi

Il freddo penetra nelle ossa  

anche se la stagione arde.

Il respiro si rabbuia come una foglia d’autunno.

Ignoriamo l’ odore del suo pianto.

Le ferite si aprono

sanguinanti

nell’inquieto abbraccio tra bestie immobili.

Alle spalle  il muto grido degli alberi

soffocato prega in silenzio.

Dietro di noi, un impercettibile fruscio

richiama un imponente papavero

all’erta.

Ogni giorno mito metafora e storia

sfidano intensamente il presente.

@Maria Allo

anche il bianco

Voci spezzate cercano rifugio, si sollevano nel nulla, mentre la sofferenza rimane un enigma irrisolto. I percorsi riecheggiano di una logica gelida, soffocando ogni slancio spontaneo.

Persino il candore custodisce

l’impronta della ferita.

@Maria Allo

Barlume

Nel cuore dell’oscurità

emerge il sussurro di un istante

in cui le ombre si ritirano

lasciando spazio alla verità.

Qui, una linea fragile

nella sua pura semplicità

appare luminosa e sfuggente

facendo danzare i chiaroscuri

 che ci spingono a tracciare

un percorso tra incrollabili 

incertezze e verità nascoste. 

Oppure possiamo

abbandonare all’oscurità

l’inquietante scintillio 

della gioia come unica firma

Ma dove la luce non penetra

 non ci sono immagini da mostrare.

Eppure proverei a raccontarti

ciò che è successo

ma sfugge persino a me.

E quanto a te e alle meraviglie vissute

che aneli conoscere..

confideresti a un estraneo

il misterioso segreto della morte?

@Maria Allo

Fede

La vita è una tela su cui dipingiamo il nostro essere.

L’universo e il nostro io sono legati, e i poeti svelano i segreti che la vita cela. Nutro fiducia nelle relazioni, cercando il mio posto nel loro intreccio. La giovinezza scorre come una sinfonia allegra, spingendo i confini con curiosità e una certa dose di nervosismo. L’amore e la dolcezza trovano espressione in gesti impercettibili. Gli oggetti rispettano regole, ma le parole rivelano l’invisibile. Ammirando animali e l’essenza delle cose, mi abbandono al fascino dei gatti e al mare che avvolge. La realtà è ironica e fragile, mentre le stagioni cambiano e la sicurezza del denaro inganna. Le guerre e quotidiane fragilità raccontano dell’umanità. La povertà svela la nostra autentica essenza. Credo negli elementi e nel coraggio dei sognatori. Vivo una vita pulsante, qui, ora, senza fine. E tutto ciò è solo l’inizio.

@nugae11

orizzonte in fiamme

Ogni vetta nasconde
un abisso profondo
e quando la notte si distende
sopra di noi ci separa
un vasto mare di sabbia.
Io sono il fuoco
che arde nel deserto
tu, l’oasi lontana
che non posso sfiorare.
Il ricordo di te
brucia nella mia gola
sei la ferita
più tagliente nel mio cuore.
Ora comprendo
quanto sia infinito e resistente
e resistente
il desiderio che una donna
può celare.

Maria Allo

Al di là del giudizio

Al sorgere del primo sole
le ombre scivolano via
senza far rumore
lasciando i segreti di ieri
sulla porta ancora aperta
custodi della notte.
Con fiducia nel moto dell’animo
ho intrecciato senza serrature
versi che si disperdono nell’aria
ignara di chi avrebbe accolto
le mie parole.
Eppure sapevo che la mia voce
avrebbe sfidato l’oscurità
incurante di chi alla fine

avrebbe acceso una luce
con essa o semplicemente
lasciato la stanza.

@nugae11

quel che resta

I volti si sgretolano come argilla al vento

le parole si piegano sotto il peso del tempo antico.

Maschere nuove vestono vecchie impalcature

ma un filo scarlatto persiste, un sussurro d’acciaio

crudeltà che non dorme.

La guerra è l’ombra di una bestia invisibile

le fauci aperte divorano uomini e memoria,

trasformano carne in pietra, sogni in polvere.

Chi vince porta cicatrici che non brillano

chi perde, frammenti svuotati dal dolore.

Abbattere i troni non spezza le catene

strappare vessilli non cancella la sete.

Se la violenza è la linfa, la radice marcisce:

la vita stessa si fa spettro dietro un velo incrinato.

Il mistero pulsa nell’abisso silente

oltre monete e stemmi dorati

al di là dei volti imbrattati dal potere.

Là si agita il nodo eterno

quella battaglia che nessun esercito

può combattere

l’anima vellutata e furente del mondo.

@Maria Allo

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