Cancelleremo parole

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photo di Felicia Simeon

Un occhio disteso nella rapidità
Della memoria
E in ogni rivolo si riannodano
Quei fili erosi dalle parole
Nel sogno smarrito
Impenetrabile ma mai incenerito
In questo scavare nel taglio di confine
Disarmata da un riverbero
Socchiuso in mezzo al guado
Tangibile con ogni gesto un levigato Agosto
Cade sopra i detriti
Ma i segni sfaldano l’aria intorno
Rapidi nel volo sguardi infranti
Di mancanze ripetute nella realtà
Su fili prudenti composti tra le dita
Ormai chiuse a custodia del sangue
Cancelleremo parole
Che la memoria non sa più evitare

© Maria Allo

ESCE OGGI “SOLCHI – La parabola si compie nei risvegli) della siciliana MARIA ALLO.COLLANA FUORICOLLANA, DIRETTA DA FABIO MICHIELI.

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solchi

LOGO ARCOLAIO

Un nuovo poeta entra a far parte del catalogo de L’Arcolaio; si tratta di Maria Allo, autrice nata in provincia di Messina ma residente a Riposto, presso Catania. La raccolta che ora propone al suo pubblico s’intitola “Solchi – La parabola si compie nei risvegli” e porta in sé la bella prefazione della nostra cara Anna Maria Curci. Maria è stata inserita nella collana diretta da Fabio Michieli: “FuoriCollana”

Benvenuta tra noi, Maria!

L’inizio della prefazione di Anna Maria Curci:

Allegoria della tensione: Solchi. La parabola si compie nei risvegli di Maria Allo

«La parabola si compie nei risvegli»: questa frase, tratta da un verso e che costituisce la seconda parte del titolo della raccolta di Maria Allo, consolida, man mano che si scorrono i componimenti qui rag­gruppati, il suo ruolo di punto di riferimento costante, lanterna alla lettura e, insieme, di mistero che non può e…

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Schegge

photo dal web

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Lontananze senza occhi ti chiudono i sensi
Lasciano orme e odori di more striate di mare
Annebbiano realtà di quel vento pari alle radici
Di un’infanzia scavata dentro il fragore privo di colori
Fa trasalire ancora quel ricordo vago
Che graffia le vene sui polsi
Tutta una vita a chiedersi in silenzio
Le ragioni d’imbarazzo [vanno e vengono ]
A piovermi addosso quando un dettaglio
Si flette e contorce con violenza
Il fondale disumano nelle arterie dove si annidano
Schegge quando mai tutto sparisce

© Maria Allo

Storie incompiute

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In un lungo viaggio l’orizzonte diviene viatico .
Strappato alla corrosione del tempo e alla gloria della memoria
L’orizzonte diviene terra calpestata sopra onde scisse
Il vento si porta via le parole e respira quell’amore
Che racconta il mare misurando il silenzio
E pietrifica goccia a goccia l’attesa di altri cieli.
Ricerca di mani nell’incresparsi dentro le parole
Ma sulla rotta impietosamente
Si sfalda tra le vene la speranza di ritrovarsi
Solo occhi rossi e sgomento tutti inermi
Senza passato né futuro
In agguato solo un fottuto naufragio
Come punto d’arrivo
Eppure lo sguardo attende una mano
con una distanza ancora da colmare
in un mare al vertice del cielo non lontano dal cuore

© Maria Allo

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Prospettive. Omaggio di parole a Francesco Malavolta

Words Social Forum

malavolta

Francesco Malavolta è un fotogiornalista. Dal 1994 collabora con varie agenzie fotografiche nazionali ed internazionali, con organizzazioni umanitarie quali l’UNHCR e l’OIM. Dal 2011 documenta, per conto dell’Agenzia dell’Unione Europea “Frontex”, quel che accade lungo i confini marittimi e terrestri del Continente. Da subito orienta quasi totalmente i suoi lavori sulle frontiere e di conseguenza sul flusso migratorio dei popoli, in particolare su quello proveniente dal mare. Segue le vicende dall’immigrazione fin dall’inizio degli anni Novanta, dai tempi del grande esodo dall’Albania. Semplice e rigoroso il suo metodo di lavoro: studiare, documentarsi, prepararsi a ogni servizio come se fosse il primo. Non dare mai niente per scontato. E “disarticolare” con le immagini l’idea che le migrazioni siano una specie di fenomeno idraulico: un “flusso” dove gli individui, il loro nome, la loro identità, e il loro sguardo, non esistono più.

***

*Zeitgeist è un termine intraducibile della lingua tedesca…

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Il cerchio e la botte: MARIA ALLO

LIMINA MUNDI

Proseguiamo con la rubrica dedicata alle interviste di autori, poeti e scrittori potenzialmente noti, modestamente noti, mediamente noti, molto noti; le interviste sono pubblicate qui su LIMINA MUNDI in linea di massima il lunedì (non è un’indicazione rigida, ma orientativa). Il titolo dell’intervista che proponiamo oggi indica che lo scambio di domande e risposte è rapido e conciso. Nelle risposte non è permesso dilungarsi oltre tre righe. Colpo su colpo, come i bottai che ne assestavano ai fasci di legna della botte e ai cerchi che li stringevano. Attività dalla quale deriva il noto detto: “Un colpo al cerchio e uno alla botte”. Qui da intendersi non tanto nel senso di mantenere l’equilibrio in una situazione scomoda, ma, piuttosto in quello del convergere, tra botta e risposta, al risultato comune di raccontare con le parole dei poeti il mondo della poesia. Questa è un’intervista “tipo” che sarà sottoposta anche ad altri autori oltre a quello…

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Tra le cose perdute

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Nella trasfigurazione le parole abitano il mondo
In una lingua che il mondo non conosce
Eppure è la voce stessa la risposta
Attraversata dalla follia lungo il cammino
Pietrificarsi è l’ultima barriera fra noi e il mare
A dieci passi di distanza quando avanza
Un cerchio che non conosce aurora
Ognuno scopre le forme del vuoto mentre l’oggi
si sfalda tra le vene in cerca dell’alba
per coprire la sua carne nuda in balìa dei venti
E’ il tempo che separa a confonderci tutti
In cui ogni cosa a partire della notte
Si ostina a ritornare luce

© Maria Allo

resistere

img dal web
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Esplodono  bisbigli nella notte.
In un guizzo le parole roride di vuoto
Fluiscono nelle galassie e sfiorano
Trasparenze e rifrazioni di altri cieli
Brandelli in attesa senza ricompensa
Nutrono questa ricerca di mani
Nell’incresparsi  dentro le parole
Foglie cadute a riempire oscurità
Scrutano il mare
Nel vento forse c’è un riparo
Ai suoni spezzati
Come nel deserto che avanza
La vibrazione del resistere

© Maria Allo

Giovani Prospettive. Omaggio di parole a Mira Nedyalkova

Words Social Forum

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Mira Nedyalkova è fotografa e pittrice bulgara.
Nelle sue immagini usa il dolore come bellezza, c’è dell’erotico ma è psicologia legato alla vita.
Esprimo la sua intima vita interiore.
La maggior parte dei suoi lavori sono in acqua, questo non è casuale.
L’acqua è creazione, potenza è enorme energia.

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Mira Nedyalkova Photography

inabile malinconia di Alba Gnazi

Io non ho mai visto
se non
con gli occhi chiusi
i gomiti stretti della settimana

labbra fredde
d’inabile malinconia
senza fretta
su troppo mare

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I pastelli magici di Rosalba Carriera

  RAFFAELLA TERRIBILE

 

LIMINA MUNDI

carriera-autoritratto

Lento sorge il giorno su Venezia in un’alba nebbiosa di marzo. Anno 1690. Il selciato umido della notte, le pietre delle rive scavate e divorate dal muschio, lo sciabordio dell’acqua nei canali scuri, le calli ancora addormentate nella magia dell’ora dell’incanto, che tinge di rosa pallido i riflessi della laguna. Un passo risuona in lontananza, si avvicina. Nell’aria bianca si disegna la sagoma scura di una figura. Supera agilmente un ponte. E’ una ragazza. Le guance sembrano ancora arrossate di quel sonno che abbraccia i bambini la notte. Ma il passo è sicuro. Da donna. Nella camera, prima di chiudersi l’uscio dietro le spalle, ha lasciato il cestino con il ricamo appoggiato sul letto e, attenta a non svegliare la madre e le sorelle, ha preso dalla dispensa un pezzo di pane, l’ha chiuso in un fazzoletto, ha stretto tra le dita la chiave di ferro e, coperta la testa…

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