Sulla poesia di Amelia Rosselli (di M. Allo)

Poetarum Silva

Amelia Rosselli, foto di Dino Ignani

LIBERTÀ, RICERCA E MUSICALITÀ NELLA POESIA DI AMELIA ROSSELLI 

di Maria Allo

Soffiati nuvola, come se nello
stelo arricciato in mia bocca
fosse quell’esaltazione d’una
primavera in pioggia, che è il
grigio che ora è era appeso nell’aria…
… E se paesani
zoppicanti sono questi versi è
perché siamo pronti per un’altra
storia di cui sappiamo benissimo
faremo al dunque a meno, perso
l’istinto per l’istantanea rima
perché il ritmo t’aveva al dunque
già occhieggiata da prima.

(da Impromptu, 1981)

Un linguaggio frantumato e oscuro caratterizza l’appartata esperienza poetica di Amelia Rosselli che si distingue però per un’intonazione appassionata, rara nel secondo Novecento. Non può seguire studi regolari, costretta a trasferirsi con la famiglia dalla Francia all’Inghilterra, ma acquisisce una piena padronanza di tre lingue (italiano, francese e inglese); forse anche per questa sua formazione internazionale la Rosselli risulta estranea alla tradizione italiana…

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dove conducono le parole

photo Antonio Palmerini
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Raggi simili a cerchi concentrici
di alberi
fino alle essenze infrante
della stagione
si spezzano nel canto di un cuculo.
Dove conducono le parole…
Fluiscono con l’aria di saperla lunga
eppure si disintegrano a metà strada
mentre le cose accadono.
Dove conducono le parole
pulsano a spirale come visione
che ricompone il Tutto
a metà strada spiumano oblique
tra cardini erosi come inganni.
Le parole che conosco non ricominciano.
Colori nudi di nebbia
scavano notti di lampi
Le parole che conosco
a strapiombo farfugliano
irrisolte nel brulichio
che non rivela.
Le parole dannate
trasgrediscono questa luce
che a tratti mi rode.

© Maria Allo

Tutto si dissolve

photo : Sarah Ann Loreth

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L’alba incendia il cielo di Maggio .
Con violenza insorge
in un punto fisso all’orizzonte
tra anfratti di distanza
più inafferrabile dell’ombra silenziosa
che cresce al vento con innocente libertà.
Devo vedere come ricominciare il sogno
e smettere di inoltrarmi nella notte,
devo vedere come custodire un florilegio di candore
-sempre riesce a prendermi- quasi una vocazione.
A ritroso ferite mai rimarginate
ma dentro la fluorescenza del domani
asseconda il volo accettando parole.
Tutto si dissolve ma la bellezza dura.

© Maria Allo

Prisma lirico 2: Maria Allo – Daniele Gozzi

LIMINA MUNDI

Nell’ambito della rubrica Prisma lirico, oggi presentiamo le poesie di Maria Allo, la fotografia di Daniele Gozzi. In calce link  e/o una breve biografia degli autori.

Tutto dipende da come vedi  l’oscillare delle cose : le stagioni , i nomi, le perdite, le voci dei bambini  che il mare avrebbe dovuto trattenere,  finché ogni cosa si fa consueta in un modo che non hai bisogno di capire. Eppure salda qualche verità rimane :  nessuno può più esentarsi  dalle crudeltà del tempo.

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Non posso andare senza una vera meta
C’è una pagina da dire con parole diverse
direbbe questa casa fino alla scogliera.
Così cerco un coraggio obliquo
che bruci nel profondo e percorra la sabbia
su una spiaggia nuda , ma se ascolto …
voci flebili di bimbi
pagine cancellate dalla risacca
rimbombano nelle orecchie .
Dovunque
*
Che cosa può rimuovere l’amore?
La nostra luce in cenere
stride su arenili…

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Tutto dipende da come vedi

photo di Danilo Balducci
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Tutto dipende da come vedi l’oscillare delle cose : le stagioni , i nomi, le perdite, le voci dei bambini che il mare avrebbe dovuto trattenere, finché ogni cosa si fa consueta in un modo che non hai bisogno di capire. Eppure salda qualche verità rimane : nessuno può più esentarsi dalle crudeltà del tempo.

Non posso andare senza una vera meta
C’è una pagina da dire con parole diverse
direbbe questa casa fino alla scogliera.
Così cerco un coraggio obliquo
che bruci nel profondo e percorri la sabbia
su una spiaggia nuda , ma se ascolto …
voci flebili di bimbi
pagine cancellate dalla risacca
rimbombano nelle orecchie .
Dovunque
*

Che cosa può rimuovere l’amore?
La nostra luce in cenere
stride su arenili increduli fin nelle radici
sbiadisce assorta sul fondo del mare
non questa materia grezza
dovunque.
*
In fondo non è niente .
Come l’amore
Il tempo striscia sui seni dell’attesa
moltiplica impronte nel deserto
a volte brutale , ma vale tutte le parole
e in ogni duna ripiega il suo tramonto.
dovunque
*
Eppure ti sento come l’aroma del caffè fumante
attraverso le ossa a ostacoli sul mare
dannata raffica dolente
anche se il tuo volto svanisce e la tua ombra.

*
Il sole attraversa l’albero di casa
si fa splendente la tenda bianca
un uccello prende il volo
di fuoco gli occhi in un varco
tra la finestra e i giorni.
Se questa è ancora luce
e non invece un tempo precario
come delirio per camminare ai bordi
prendimi anche se sui gesti e le parole
il silenzio di tanto in tanto cade fra le ali
e la luce in fondo a una fessura .

© Maria Allo

E’ accaduto

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E’ accaduto.
Eri il confine furioso in volo
sulle fiamme dei miei seni
a tratti un colpo di luce pronto ad accecarmi.
Ora cigoli come pioggia di versi
sulla roccia incandescente
io doppia cenere di lava
come limo di bacche
nuda su pentagrammi in cerchio
cerco le parole per dirlo.
Il resto lo fa il temporale di Aprile
un essere voler essere che in te si intreccia
con cortecce prive di foglie
per mancanza di luce mai finita.
Ma tu sei in ogni cosa .
Nel silenzio che rischiara
come nebbia più nuda del mare
o nel sangue di un tralcio di vite che spiove
più oltre come fosse morire.
Conosci gli occhi della luna
e di tutti gli orizzonti quel fragore .
Da te ho appreso Il coraggio del resistere
a labbra aperte nel deserto che avanza
tra i lembi rovesciati della terra
ogni parola umana nella veglia.
Dunque questo mi lasci come verso :
la voce segreta − seme del tempo
e la pioggia fra le mani.
Nel tuo respiro tutte le parole,
tutto il silenzio
l’universo intero , tutto e tutti

© Maria Allo

ricorderemo…

Ho abbastanza visto. Ho incontrato in ovunque la visione.
Ho abbastanza avuto. Frastuono di città, la sera, e sotto il sole, e sempre.
Ho abbastanza conosciuto. Le fermate della vita. – O Frastuoni e Visioni!
Parto per affetti e rumori nuovi!
Arthur Rimbaud

photo di Daria Endresen

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Una voce dietro l’altra brulica di luce sulle ciglia
occhi di mille anni gremiti di bacche
vacillano nel tuo nome
ma non cancellano il mare.
Così si resta a serpeggiare tra gli scogli
fino a far sbiadire con le consonanti dell’alba
anche i  fiori di ligustri su questo poggio.
Niente mi potrà salvare dal caos di suoni.
Resta il coraggio della finitudine
quando si sfalda il giorno
come sangue esplode su pietre levigate.

© Maria Allo

Non si può fermare il vento

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Non si può fermare il vento
solo cogliere i suoi presagi
dietro il peso lieve di una nube.
Ti parlo da tempi sconosciuti
senza sapere come mi attraversa
l’ombra, mentre un fascio di raggi
si inerpica confuso per sentieri impervi.
Ho seminato impronte
dietro cardini sconnessi nei fondali
ora fluttuano in una voragine
mentre l’ombra dilata il mio chiarore .
Ecco . Scrivi mentre cadi.
Firma la tua voce a tutto silenzio
anche se la parola manca.

© Maria Allo

           

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photo di Danilo Balducci

Ti darò vita
con la forza del mio corpo
con l’urlo del mio grido che cresce
nelle ossa
davanti allo sfacelo
che scava la mia pelle
senza sosta.
Sarò albero
frasario di vento che spumeggia
dietro impronte urlate
tra le pieghe di rime sfrangiate
del bosco chiaro in bilico
su rami dissonanti.
Non smetterò mai di morire
anche quando germogli e fiorisci
sorpresa dalla tua nascita nel buio
all’alba di una qualche nuova vita.

© Maria Allo