luce

Francesca_Woodman-4

le tempie del cielo come rogo
su fatti di ogni giorno

all’angolo del muro e l’altro muro
àuschwitz esplode
dentro linee di un tempo
tagliacarte
si punta a fessure vivide di luce
scovate di notte quando fili d’erba
a strappi si lasciano inseguire
erosione fugace terra tràdita
grembo che racchiude fumo
inevaso di parole ma
 stuoli di giorni come spade affilano
abissi  dopo abissi ed è già notte

m.a.

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Per nervature riflesse
tu guidami e nascondimi nel bosco
chi agisce così non lascia tracce
e quel poco di coraggio che mi resta
fortifica di luce chi si oppone

qui solo roccia nel ventre disseccato
a lanciare destrieri sulla sabbia
screziata di barlumi

qui su scoglio indifferente a briglia sciolta
di temporale
fardelli inusitati dietro ombre
stampano artigli tra fessure
m.a.

disfasie

“Le parole sono un mezzo con cui attraversare il tempo e starci, fuori misura, dentro” – Beatrice Niccolai –
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acrobata nel vento
con nubi di baccelli
a spartire luce
segni di vene incise
come strepiti nel transito
di una rivelazione
disfasie di fuoco e neve

*
in questo mare inquieto
di gennaio

*
sistole e diastole
ossessione di un ritmo
invade ogni parola
nel silenzio di un verso
nascita crescita
che ne sarà di questi naufragi
oscurano
spasmi di luna piena
c’è da dire che il giorno
accarezza
parole di perdizione
parole di salvezza

*
pietà per le parole in sogno
sfiorate da distanze
incrinature nella notte
incapaci di appartenenze
dal sapore di preghiera
pietà per le parole
antelunari ceppi e grumi
senza fragore
*
si destano al volo come amori
privi di certezze

*
non farmi male
nelle foglie del tempo
in questo giorno nero di eclisse
giorno di massacro
nodi di vene sul dorso
di tante stagioni
non farmi male

maria allo