La gioia dell’amore appagato

Sulpicia

Finalmente è giunto l’amore, e sarebbe per me maggiore vergogna tenerlo nascosto di quanto sia infamante manifestarlo a qualcuno.
Citerea supplicata dai miei versi, lo condusse a me e lo depose sul mio seno.
Venere ha compiuto le promesse:narri i miei piaceri,
colui di cui si dirà che non ha avuto i suoi.
Io non vorrei confidare nulla alle tavolette sigillate, affinché nessuno lo sappia prima del mio amato.
Ma sono contenta di aver peccato; mi da fastidio
atteggiare il volto preoccupato per la mia reputazione. Si dirà che sono stata con un uomo degno di me e che io sono degna di lui.
Sulpicia

da   “Elegiae de amore Sulpiciae”  (I secolo A. C.)