violenza

“Solo rami sugli alberi di pruno”
Antonella Anedda
artlimited_img397439.jpgdonna oggi

tra rovi e ombre fino al varco
restano petti asciutti alla ringhiera
assopiti i tronchi in mezzo ai prati
come rintocchi lontani nel maestrale.
siamo in guerra
gli ordigni recidono il respiro
e il senso scisso provoca torpore.
[quale il compimento e quanto si è perduto]
vedi il vento infuria nel suo volo
e il vortice del fango si assottiglia
così nel caos del diluvio c’è riparo
meno oscura la notte se riflette il mare.

[l’uomo ha sempre da essere il suo essere]
© Maria Allo

foto di F.Woodman
41fwdmn
Non serve ridestare colori visioni
di quiete indicibile
passione di foglia
in divenire
su incedere di bacche
se a snervare innesti
di stagione
su passi cadenzati
aperti a cenni
si conficcano chiodi
a tradimento
se frantumare erba e terra
tra le palme
è già morte
in questo futuro di amputazioni
che ci coglie
m.a.

sotto un altro sole

sotto un altro sole

in una foglia

novembre gela

ali di scirocco tra gli spini

un’eco di voci

spande odori

di meli cidoni

martella un’assenza

ormeggia ai cancelli

nebbia senza posa

lambisce tra gli ulivi

pini affondono radici

missili a Gaza

strage di bambini

novembre gela

nel giorno del massacro

cosparso dai brandelli

cuori di bambini

ventri di donne

un mantello di piombo

senza parole

senza parole

ciottoli sui rovi

novembre gela

sotto un altro sole

m.a.

fr.4

sorsate di sabbia gridi di gabbiani
al tramonto sul fianco di un colle
sopra ogni mutamento salpano
col moto alterno delle onde

ticchettio tregue brandelli di giorno
su pelli strappate al mondo
risuonano nell’incavo della  mano
come di perdita -futuro sparso-
non c’è sollievo
ci curva un peso di tempeste
vivere sul ciglio della strada
ci silenzia una mancanza di luce
eppure il cielo imperla tutti i mari
ma non sfiora voli qui dentro
non schiude corpi la fuori
solo pezzi di memoria
solo parole deformate inganno di vocali
forse  per non soffrire mai
solo sguardi di avversità
per timore di uccidere
epifanie in dissolvenza

un cigolio ci incatena le tempie
e non parlo di ieri o di domani

m.a.

Fr. (a futura memoria) ” che mai più succeda di scivolare nel fondo di una parola”

Egon Schiele

ad ogni passo nasco

per una foce che non esiste

ferita attraverso l’ombra

di una condanna

a tratti parole si frangono

in silenzi fino a vene profonde

e mai così nude

la verità si sperde dentro i tuoi occhi

sguardo di sale volto di pietra

scavato nel buio di terra straniera

‘*

brucia tristezze un incenso effimero

e non lascia tracce di ore di giorni

annodate al respiro di cenere muta

detriti solo detriti di occhi assenti

asserragliati e non presenti

ti rinnego e trafiggo parole

ma le proteggo con tanto fiato in gola

nel silenzio che mantiene

in ginocchio le parole

accecando stupori e redenzioni 

*

intanto tu distorci le palpebre al cielo

in cambio di una gola arida

che lancia strali e silenzi di pietra

derubi la luna per un demone

a cui non sfuggirai

aguzzino di te stesso

e non poeta

m.a.

 

Carne offesa

“L’ardente fiamma dello spirito nutre ogge un potente dolore”G.Trakl


non risuona alcuna voce umana
quel mare su cui rotola il sole morente
infrange onde gonfie di gelo
non c’è incanto non c’è estasi
il solo dio che può abitarvi
è un dio adirato e selvaggio
tutte le vie sfociano nel folto di artigli
oltre la coscienza
il vento scuote la vita
oltre l’attesa della risoluzione
anche lo scirocco traduce
ombra di morte
su carni straziate di domani
l’arrivo e il transito del treno
non consentono redenzione alcuna
sulla luce surreale asimmetrica e casuale….
perchè
m.a.