natura

devi andare

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(https://anchor.fm/maria-allo/episodes/Devi-andare-egi45d)

Il mare scende all’orizzonte.
Più echi che germogli tra le foglie
terra nell’aria di fronte allo sfacelo
mentre cresce il bisogno di capire
se un groviglio di ossa volteggiando
sull’acqua, fa ancora tanto male.
Una giornata di luglio senza tempo
profana l’aria di cose taciute
all’altra riva- devi andare- oltre il mare…
Così l’alba ci trovò assopiti.

© Maria Allo

disvelaci

“ancora/ vi sono canti da intonare al di là/ degli umani”
Paul Celan

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Disvelaci

Il senso misterioso della terra
di ciò che sostanzia ogni suo fine.
Hanno sguardi di diaspro le stagioni
brucano l’aria senza mai compiersi
crescono nel verde del ripetersi
in un ciuffo di ortiche svaniscono.
Disvelaci
nel modo in cui il mare si espande
verso terra dove un alfabeto antico
ci appartiene e tiene duro
il cuore sotto il peso.
Disvelaci
il credo di una razza ancora umana
aperta al diverso per essere di tutti
anche più in là di noi che siamo
qualcos’altro in fondo agli occhi.
Disvelaci
I nomi scolpiti nell’incavo dei corpi
il vuoto che tiene l’oscillare delle cose
ma con rauca voce il vento le separa.

© Maria Allo

come da un’altra terra

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Non c’è riparo ai colpi
se nuda la vita con i piedi
nell’erba la senti slittare
tra le nebbie …
Se con occhi arrossati
annoti di silenzio la pelle
mentre sotto le dita
il pantano umano
ti inchioda spine sul petto.
Solo lo sguardo di rondine
in volo col fiato di un dio
oltre la notte
avanza con più calda luce
fino a saperti terra
come da un’altra terra
per troppo ardore.

© Maria Allo

Chi sei

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Sono ciò che tace
su una pagina
con spazio per un’altra.
Condividi con me questo campo
bianco
largo quanto un agro di neve
intatta tranne per questi piccoli segni
come le impronte di uccelli.
Vieni ora
questo è il ventre dell’onda
i secondi che seguono il fulmine
sottile fetta di silenzio
mentre la musica cessa
il gelo prima dello scioglimento.
Sdraiati accanto a me
crea angeli
crea diavoli
crea chi sei tu

© Maria Allo

e ancora c’è chi crede

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In cima a una distesa / ti fermi a guardare / dove il vento spira.
Senti voci inascoltate
presenze schiacciate
nuovi schiavi dietro scrosci di sterpi.
Vedi tra cardi aggrovigliati
bacche rosse in riverberi di vuoto
bagliori di grilli su esili giunchi
in ceneri relitti di barconi
strumenti di dolore e sudario di bambini.
Ci vorrebbe una parola nuova
per le fragilità umane
-e ancora c’è chi crede
non questi spergiuri sul sanscrito
dell’Etna qui non va bene
mentre acceca la forza sulla terra.
Quando la luna sale o il vento spira
in ogni istante la bellezza dura
ma il dolore è un buco che divora.

© Maria Allo

Non c’è niente tranne il cielo

Non c’è niente tranne il cielo.
In questo luogo e ovunque
non ha mai fine
tra odori e radici alle tue spalle
oltre il vulcano elude il tempo
nel fuoco di un tramonto fino al mare,
su palpebre mute e senza una stagione.
Il cielo non svanisce tra le forre
radicato con diverso amore sulla terra
nei giorni dell’assenza o del dolore
precede l’alba con l’unico orizzonte
prima e dopo una certezza verticale
riflessa in una verità universale.

© Maria Allo

Κική Δημουλά

Un lascito prezioso di Κική Δημουλά, una delle voci più originali del panorama letterario greco.
Μια πολύτιμη κληρονομιά της Κικής Δημουλά, ένα από τα πιο πρωτότυπα κείμενα της ελληνικής λογοτεχνικής κληρονομιάς
(ευγνώμων και ευγνώμων στον Διδάσκαλο,Sotirios Pastakas)

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Traduzione di Maria Allo

I
DONNA SOSPESA
Sta piovendo…
Una donna è sotto la pioggia

View original post 2.050 altre parole

si fa realtà il mare

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L’alba si perde dietro un velo.
È di giugno questa luce che avanza
fluttua nel volo dell’allodola
nei fischi acuti delle rondini
per un dopo che ora ci assedia.
La distanza risuona nelle voci
nell’agonia di corpi spersi
con la verità di un altro cielo,
ma c’est rien  rispetto al flagello
dei loro occhi nei volti di chi
hanno amato e non conta
reclamare giustizia o placare
il dolore come un errore.
Penseremo sempre a qualcuno
che non c’è più a qualcuno
più vivo dei vivi, incrollabile
intatto con la sua presenza
nella nostra voce nel modo in cui
si fa realtà il mare fino  agli occhi.

© Maria Allo

più ombra che forma

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Io sono molto prodiga di baci, tu scegli in me una rosa scarnificata. Senza spine ma i petali, urgono al chiudersi”.
Amelia Rosselli

Un bianco sole e il rumore del mare.
L’onda fiacca sull’arenile antico
tra nubi rade
le parole_licheni senza nome
cadono nell’aria indifferenti.
Ombre affilate mentre la buganvillea
dischiude la luce increspata
sulle mie tempie.
Nel silenzio della tarda mattinata
la voce del vulcano a sprazzi trema
nel suo dire cerchio di rosso
sulle foglie
sguardo_bagliore sulle cose
che la vita rapace nell’oblio dilegua

© Maria Allo

divinazione (qualche anno fa)

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Daria Endresen

Tra la fine e il principio
quei suoni latenti
a decifrare semi divelti
alla radice
minata _divinata
che investe la bellezza
-ti lascerò odori aperti
all’affilo dei gesti in divenire-
corrosione annusata e tradita
tra le ombre della notte
a stormire inauditi
voli_richiami dall’oblio
*
La ragione del sangue investe
veglie_ solchi ancestrali
che forgiano verità inattese
per altri canti ai giorni

© Maria Allo