natura

Fuochi, o degli specchi di Marguerite Yourcenar: una felice fusione tra moderno e miti classici

Su ‘900 Letterario una mia recensione

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Marguerite Yourcenar

 

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quando ci sei

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Quando ci sei dentro disponi con cura
ogni senso negli spazi bianchi.
Vite precedenti e vite perdute affiorano
da respiri lontani come pane impastato
alla nebbia del tempo sul margine
di tutti i luoghi nelle radici di tutte le vene.
Quando ci sei dentro a giusta distanza dalla realtà
scivola la forma nell’acqua che ti ha generato
come un desiderio sfumato lentamente
nella solitudine del tramonto senza volto
preludio di un vago oriente .
Perché quando ci sei
vivi davvero e non ti perdi.

© Maria Allo

prendi atto

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Sii onda che leviga ogni  sasso con la stessa cura del  mare di Agosto.

Si può trovare la pace attraverso la musica

che si inoltra nella notte

mentre una voce  colore dell’acqua

trascende il buio del mondo.

Sii  gesto  che guarisce mosso al perdono

prendi atto che alla fine il silenzio darà senso e forma

a quel legame che ci ha tenuto in vita

uno di fronte all’altro

restituendoci alla luce  in un orizzonte che  contiene.

© Maria Allo

 

 

tra le croci di Barcellona

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daido moriyama

Non cadremo

anche se un gesto o una parola

incidono la pelle

e  le labbra cadono

sferzate dalla sabbia rovente.

Noi non cadremo

anche se fa irruzione di colpo la furia

tra le rovine e chiniamo  le reni

come agosto

incenerito  di colpo alla radice .

Tanta aridità  appartiene  alla cecità umana.

No non si può cadere

più in basso della miseria umana

grida Cassandra

sfigurata  tra le croci di Barcellona.

 

© Maria Allo

Luglio è un passo inascoltato

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Anka Zhuravleva

Dammi  la parola verticale

che ci restituisca  all’infanzia

tronca nell’angoscia del rientro

redenta nella frenesia del rifiorire.

Dammi ricordi fortificati sulla spalla

del perdono ricolmo di presenza   muta

come pietas tra luce e luce.

Poi di colpo ci parleremo

come la magnolia sul davanzale

nell’assedio del suo profumo

chiede all’universo memoria senza peso.

© Maria Allo

dove si frange il volo

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anka zhuravleva

Voglio stare qui nella trapunta écru di mia nonna

con il sole tra le fessure della tenda rossa .

Odori di caprifoglio dentro suoni come respiri in cieli lontani

tengono a perdifiato il mio esistere

in un  unico mare di pienezza

dove si frange il volo della memoria e corre incontro

alla primavera che goccia  sul colore delle foglie

oltre l’archetipo come il vento di un dio presente.

© Maria Allo

Non basta il mattino a restituirci il cielo

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photo di Ellen Jantzen

Non basta il mattino a restituirci il cielo.
Così la consuetudine del gesto si accompagna al niente
e il presente fugge su questa terra
dove tutto è sparso o troppo vasto per noi
dove non ci sono impronte
se ciò che oggi si prova fu un tempo solo immaginato…
Voglio sperare ancora per questi ragazzi.
Le loro teste chine sul foglio
hanno negli occhi la quiete della neve o il silenzio
delle conchiglie nel fondale .
Suvvia ragazzi,il tempo vola ,solo dieci minuti ancora
allora dico“: chi ha luce in viso un giorno potrà essere stella .
Forse ci è concesso di scordare ogni dolore .
Servono le ali per tornare
così prima che il mare avanzi
voglio sentire il respiro profondo delle onde
mentre i ragazzi portano nei cuori
quel fuoco che li getta nel domani.
© Maria Allo

siano goccia

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photo di Suzan Armağan

Si vive mentre scivola la trasparenza insieme al vento
in questa barbarie come unico orizzonte.
E dunque fra un respiro e l’altro
cresce l’abitudine all’indifferenza.
Ci tocca vivere  sulla radice contorta di una quercia
e non si vede il mare ma in  una stretta rocciosa
ancora pulsa fino a  sfrangiarsi fuori dai recinti.

In ogni caso  il dolore come macchia
dal ventre si spande  nella lingua del vento.
Che non abbia a inaridire l’universo
nelle macerie ai bordi delle strade
e siano i miei versi goccia
che impara dal silenzio di farfalla.
Nessuno mai saprà
quale sia la meta di umana compassione
così vasta da non avere direzione…
© Maria Allo

Mi percorre il mare

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Mi percorre il mare .
In delirante fermento come una primavera falciata
mi pulsa nella mente
e se io sono del silenzio che trattiene il respiro
nel margine bianco tra picchi di scogliere
è perché non conosco la furia
dei rumori sotterranei che devastano questa terra .
Capita dunque di sottrarsi al dolore
dentro un tempo dilatato
quando la radura sempre più lontana
non ha lo stesso sapore di Libertà e il ritmo del sangue
delle liquide onde di pietra di Torre Archirafi
giuro-mai dello stesso colore ,
se la memoria ha un futuro.
© Maria Allo