natura

E tu

Saint-Nom-La-Bretèche Forêt de Marly

Fiorisci con sguardo di preghiera
oltre le cime del nocciolo
prima di esplodere nel silenzio
del cielo vasto che dilata.
Un  fruscio di sogno sterminato
per traverse vie di un altro universo
sempre in fiore segue il volo
e tu sonora e muta prendi la parola
come un albero sente noi
nelle viscere della sua bellezza.

© Maria Allo

nella luce di settembre

Anche nella devastazione germoglia la forza
se umana la  compassione urge e ti rincorre
se dalla bocca fruttifica la grazia che illumina
Vedi anche i piccoli virgulti fluttuano
nel sottobosco  degli inverni  senza fine
ma il suono brizzolante di  rugiada
risveglia l’alba con la trasparenza del girasole
che straripa nella luce di settembre
Staccarsi da tutto per accostarsi al tutto
forse il segreto più grande per custodire
la vita che indomita ci appartiene

© Maria Allo

E venga ancora l’alba

E venga ancora l’alba poi un inizio di giornata
come arriva il coraggio dopo una notte insonne
prima di un nuovo tonfo stremato.
L’odore di caffè a un tocco di labbra spalanca
settembre ai riverberi di un nuovo autunno
nei giorni di nebbia ma all’improvviso l’asfalto
(A poche ore dal ritiro definitivo degli Usa
in Afghanistan)
della strada verso il paese
da nessuna parte si dissolve.
Il mondo è sempre lo stesso di sempre
pieno di ombre e di attese.

© Maria Allo

Credere

Ricordare e sapere. Significa credere.
L’acqua si scava la strada
  attraverso le pietre e quando
è intrappolata si apre un nuovo varco.

Ho posto il tuo nome sulle sillabe indenni
tra le mie incise per la mancanza
ma qualcuno le ha cancellate.
Nulla può reggere la mancanza
solo avvertirla e difenderla
dalle gravi diagnosi del non detto.
Il gergo dei boschi selvaggi
pulsa assetato nel silenzio di primula
e nei versi che hanno appena imparato
a reggere il risveglio di una luce nuova

© Maria Allo

DA “LA TERRA CHE RIMANE”

https://poetarumsilva.com/2018/07/31/poestate-silva-17-maria_allo/

Niente dura per la vita – mi dicesti – con rauca voce
ma con tutta la grazia della fede che sostiene.
Così da allora non ho bisogno di capire.
Non sai cosa vuol dire avere un dolore misurato
palpebre chiuse alla luce del mattino
a poco a poco abbandonata al tempo
per un lavoro che oggi ha solo spine.
Non sai cosa vuol dire sentirti straniera
sul ciglio di un cedro finché si radica il silenzio
con suoni distanti per la marea che sale
e tra le pietre ogni cosa accade.
Non sai che l’isola ha il sapore delle sorbe rosse
che mettono radici sulle ali del maestrale
e venano di crepe la fragranza della terra
senza bisogno di capire la distanza che divide
l’amore e la sua lingua antica
nei dettagli indecifrabili del mare.

© Maria Allo

Energia oscura

Siamo tutti fatti di acqua.
Noi saremo il fondamento
per tutte le forme
finiremo nel Lete
affogando nell’oblio
che ci farà ingoiare acqua
cancellando ogni memoria.
Sarà la nostra immersione.
Ho pensato a corpi sepolti nel mare
non è polvere alla polvere
questo è sicuro, ma è acqua all’acqua.

Siamo tutti fatti di acqua.
La vita esiste senza luce quaggiù
e tutto cresce chimicamente
energia che fuoriesce
da quelle fessure del centro
della nostra terra.

© Maria Allo

Senza mappe

L’orizzonte  è un sudario di perle.
Nella muraglia della notte
dalla battigia un suono chiaro
esplode nell’agosto incendiato
moltiplicato dalla tua presenza
che feconda  il  respiro fatto corpo.
Torna a pulsare l’organo di fuoco
ma le parole flettono ogni direzione
colme di sabbia e il vento veloce
spazia oltre tutte le frontiere.
Il verso chiude il volo obliquo
in una terra senza mappe.

© Maria Allo