forza

donna2
Vedi quei crepuscoli di raucedine
crepe di labbra pietà di memorie
intermittenti istanti come iperboli
ombre riflesse sui pontili scalzi

vedi danno corpo alle parole
mai pronunciate e per gli occhi
odore di buio tessono
mentre tu indossi coraggio di rondini
quasi sortilegio da sfatare
m.a.

ananke

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mi mancano del mare le increspature
fremiti di logaritmi in apnea
lavacri azzurri da spartire
fiordi di silenzi e maestrali
mi mancano quei rivoli tersi di scoscese
rilievi di dettagli
fragori di lava su sassi accesi
nudità di respiro quel forame di luce
che brilla su un rudere
radice di sambuco
impronta che dà compattezza a noi
al nostro andare

m.a.

Forse

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Si scompone al sangue e scivola dai monti
come limo di lava dissidente
a notte tarda
questa veglia marchiata di distanza
attesa in rimasugli di parole

dimmi chi ci risarcirà

vuoto malessere sfacelo
giustizia ingiusta
una manciata di demagogia
tante crepe e nei cuori il moto
farsi tufo

forse un dio nascosto esplora
tra le righe quel tuo grido
forse

m.a.

Ph F.Woodman

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Su di me c’è ancora quel vento
risorge dietro foglie disperse
cieco nel quieto spegnersi
dei passi incerti.

Su di me c’è ancora quel vento
all’altezza degli occhi dischiude
su orme di mattino
le ciglia
ma è vento che respira radici
di ruderi su vene sospese
come alba tra gli ulivi
quel vento ancora bisbiglia
come lava
a sfiorare profili d’altri lidi
in ombra
m.a.

Nella parola muore ciò che dà vita alla parola; la parola è la vita di questa morte. Jabès

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momenti e uno solo il tempo
noi pietre e alberi
con l’inganno alle calcagna
che ci ansima sul petto
in un respiro solo
come fosse il mare
così sospesi sull’orlo della notte
sgusciamo in volo
dopo ogni necessaria caduta
prendiamo forma nuova

tra le ossa e l’essenza della terra
come di morte che accende la vita
ma tu non scordare mai
il sangue versato e gli occhi delle madri
asciutti di dolore
si chiederanno perennemente
per chi restare

m.a.

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Francesca Woodman - Untitled Antella, Italy 1977-78
nel disordine affiori come bagliore
che dissolve l’ombra
nell’abisso del silenzio
immerso nei miei occhi
mai indulgenti
quando nell’indicibile
lasci l’impronta che assomiglia
al mare
che importa se percorri il tempo
e non ti lasci attraversare dal mio
casualmente arrivi e informe
divampi come tra i mattoni
di pietra rovente
questa sabbia bagnata

 
ogni giorno e ovunque
una foglia
esile annega nel grumo
m.a.