disordine

è violenza

«… siamo soli ed abbiamo la totalità di un mondo di fronte a noi»
N’Dréa Doria
artlimited_img150644.jpgmaria - Copia

su ruvide cortecce di silenzi
gocciola la notte
si ferma qui a vivere
anoressica la luce d’inverno
a pulsare segnali schiacciati contro il muro
in questo cielo.di sempre.
ma è violenza anche questo
non custodire il dolore
è violenza non accogliere il grido d’amore
che nasce da una terra in ginocchio.
di questo è il vento a tacere.
eppure [nuova]resta concreta la parola
dinanzi all’orizzonte senza liturgie
come oblio imploso tra le tempie di un poeta

Copyright [inedito 2014]© Maria Allo

nella voce di tutti

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Vedi quei crepuscoli di raucedine
crepe di labbra pietà di memorie
intermittenti istanti come iperboli
ombre riflesse sui pontili scalzi
ci sono luoghi che ti accompagnano
luoghi che ti appartengono
impronte che affiorano sulla carne
ci sono luoghi straniti
ritmi di vite incustodite
occhi labbra e bocche
frastagliati di radure
vuoto mai colmo
nuche errabonde e solchi
come indecifrati funi
di insorta luce
luoghi di lune distanti
bisbigli a catena di verità brutali
su guanciali spiegazzati
segreti ben più estranei
a questi misteri di assenza
eremi intricati ai bordi
labile confine tra veglia e sonno
odore di sambuco
dentro le radici
vedi danno corpo alle parole
mai pronunciate e per gli occhi
odore di buio tessono
con coraggio di rondine
ma chiedono ragione ora e sempre
nella voce di tutti
di questo sortilegio [da sfatare…]

m.a.

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le parole che conosco non ricominciano
colori screziati nudi di nebbia
scavano abissi impastati di notte
solo riflessi di lampi
tempestano voci
ma la parola irredenta langue
nel precipizio di un fango invasato
le parole che conosco parole perdute
a strapiombo
farfugliano fioche
precipiti non emergono
irrisolte
esplorano vertigini evocano ombre
dietro fantasmi sfiorati
nel brulichìo sotterraneo che non rivela
le parole dannate
trasgrediscono la luce che a tratti
mi rode
m.a.

Francesca Woodman - Untitled Antella, Italy 1977-78
nel disordine affiori come bagliore
che dissolve l’ombra
nell’abisso del silenzio
immerso nei miei occhi
mai indulgenti
quando nell’indicibile
lasci l’impronta che assomiglia
al mare
che importa se percorri il tempo
e non ti lasci attraversare dal mio
casualmente arrivi e informe
divampi come tra i mattoni
di pietra rovente
questa sabbia bagnata

 
ogni giorno e ovunque
una foglia
esile annega nel grumo
m.a.

 

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siedono tenere nell’ombra
illusioni
a tratti distolgono lo sguardo
frugano tra luoghi e abitudini
quotidiane
le voci udite erano echi
i volti maschere

bevono un’essenza
tiepida
simile a porte socchiuse
forme mutevoli
in un vortice
fraintendimenti mai precisati
si accordano
oltre la memoria
oltre il silenzio e nel tepore
uno sguardo
spento
piegato in due dal sonno,diviene
lucido
giusto il tempo di sognare
m.a.

“Il silenzio è nella parola come una parola da leggere.”Jabès

BehindTheVeil_byThomasDodd

le parole sfondano buchi nel deserto
e non c’è nulla che possa tenerci
roche annunciano respiri
di altre solitudini
gabbie incendiate da confuso patire
tu cerca il ritorno nella nebbia
alto un urlo sul fiume trascende
lingue di stranite macerie
temo sia tardi
alita su di noi sfiducia desolata
progenie alta di silenzio
terra di confine e radici
su tracce di ombre lunghe
nel volo della notte

m.a.

Und-Hier-wohnen-die-Bald-Eagle-a29899824
lingue di fuoco nel cielo
scalciano la vita che resta prima dell’alba
per ritrovarsi a terra
divampano
illuminando a giorno
la memoria persa
al rischio di perdersi

c’è un coro che fluisce a strapiombo incompiuto mai detto
inatteso nella luce e nel buio
di fermezza
fragile attraversa
il vissuto quotidiano
vertigine profana
percossa da gridi porosi
margine remoto dalla vetta
folle bisbiglio in agguato
seziona schizzi dissonanti
forgiati dal de-lirare viscerale
nel brusio indistinto
di dettagli

alla fine si fissa il mare cercando il nitore nell’oscurità

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non c’è una risposta dico una
che possa rattoppare le fibre
di cuori sgualciti
in sere come questa
misterica di voci ma immobile
persa in suoni e colori
che scrutano la notte senza fine
non c’è risposta alle cose spaventose
brulicanti di anime sperdute
di piume d’ uccelli che vagano
nello stupro del quotidiano morire
dove anche una sera così
si offre in sacrificio

m.a.