Autore: maria allo

Quando verrai o dio dei ritorni mi coprirò di rugiada e forse morirò per ogni possibile resurrezione

Luglio è un passo inascoltato

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Anka Zhuravleva

Dammi  la parola verticale

che ci restituisca  all’infanzia

tronca nell’angoscia del rientro

redenta nella frenesia del rifiorire.

Dammi ricordi fortificati sulla spalla

del perdono ricolmo di presenza   muta

come pietas tra luce e luce.

Poi di colpo ci parleremo

come la magnolia sul davanzale

nell’assedio del suo profumo

chiede all’universo memoria senza peso.

© Maria Allo

dove si frange il volo

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anka zhuravleva

Voglio stare qui nella trapunta écru di mia nonna

con il sole tra le fessure della tenda rossa .

Odori di caprifoglio dentro suoni come respiri in cieli lontani

tengono a perdifiato il mio esistere

in un  unico mare di pienezza

dove si frange il volo della memoria e corre incontro

alla primavera che goccia  sul colore delle foglie

oltre l’archetipo come il vento di un dio presente.

© Maria Allo

Non basta il mattino a restituirci il cielo

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photo di Ellen Jantzen

Non basta il mattino a restituirci il cielo.
Così la consuetudine del gesto si accompagna al niente
e il presente fugge su questa terra
dove tutto è sparso o troppo vasto per noi
dove non ci sono impronte
se ciò che oggi si prova fu un tempo solo immaginato…
Voglio sperare ancora per questi ragazzi.
Le loro teste chine sul foglio
hanno negli occhi la quiete della neve o il silenzio
delle conchiglie nel fondale .
Suvvia ragazzi,il tempo vola ,solo dieci minuti ancora
allora dico“: chi ha luce in viso un giorno potrà essere stella .
Forse ci è concesso di scordare ogni dolore .
Servono le ali per tornare
così prima che il mare avanzi
voglio sentire il respiro profondo delle onde
mentre i ragazzi portano nei cuori
quel fuoco che li getta nel domani.
© Maria Allo

siano goccia

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photo di Suzan Armağan

Si vive mentre scivola la trasparenza insieme al vento
in questa barbarie come unico orizzonte.
E dunque fra un respiro e l’altro
cresce l’abitudine all’indifferenza.
Ci tocca vivere  sulla radice contorta di una quercia
e non si vede il mare ma in  una stretta rocciosa
ancora pulsa fino a  sfrangiarsi fuori dai recinti.

In ogni caso  il dolore come macchia
dal ventre si spande  nella lingua del vento.
Che non abbia a inaridire l’universo
nelle macerie ai bordi delle strade
e siano i miei versi goccia
che impara dal silenzio di farfalla.
Nessuno mai saprà
quale sia la meta di umana compassione
così vasta da non avere direzione…
© Maria Allo

Mi percorre il mare

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Mi percorre il mare .
In delirante fermento come una primavera falciata
mi pulsa nella mente
e se io sono del silenzio che trattiene il respiro
nel margine bianco tra picchi di scogliere
è perché non conosco la furia
dei rumori sotterranei che devastano questa terra .
Capita dunque di sottrarsi al dolore
dentro un tempo dilatato
quando la radura sempre più lontana
non ha lo stesso sapore di Libertà e il ritmo del sangue
delle liquide onde di pietra di Torre Archirafi
giuro-mai dello stesso colore ,
se la memoria ha un futuro.
© Maria Allo

Sulla poesia di Amelia Rosselli (di M. Allo)

Poetarum Silva

Amelia Rosselli, foto di Dino Ignani

LIBERTÀ, RICERCA E MUSICALITÀ NELLA POESIA DI AMELIA ROSSELLI 

di Maria Allo

Soffiati nuvola, come se nello
stelo arricciato in mia bocca
fosse quell’esaltazione d’una
primavera in pioggia, che è il
grigio che ora è era appeso nell’aria…
… E se paesani
zoppicanti sono questi versi è
perché siamo pronti per un’altra
storia di cui sappiamo benissimo
faremo al dunque a meno, perso
l’istinto per l’istantanea rima
perché il ritmo t’aveva al dunque
già occhieggiata da prima.

(da Impromptu, 1981)

Un linguaggio frantumato e oscuro caratterizza l’appartata esperienza poetica di Amelia Rosselli che si distingue però per un’intonazione appassionata, rara nel secondo Novecento. Non può seguire studi regolari, costretta a trasferirsi con la famiglia dalla Francia all’Inghilterra, ma acquisisce una piena padronanza di tre lingue (italiano, francese e inglese); forse anche per questa sua formazione internazionale la Rosselli risulta estranea alla tradizione italiana…

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dove conducono le parole

photo Antonio Palmerini
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Raggi simili a cerchi concentrici
di alberi
fino alle essenze infrante
della stagione
si spezzano nel canto di un cuculo.
Dove conducono le parole…
Fluiscono con l’aria di saperla lunga
eppure si disintegrano a metà strada
mentre le cose accadono.
Dove conducono le parole
pulsano a spirale come visione
che ricompone il Tutto
a metà strada spiumano oblique
tra cardini erosi come inganni.
Le parole che conosco non ricominciano.
Colori nudi di nebbia
scavano notti di lampi
Le parole che conosco
a strapiombo farfugliano
irrisolte nel brulichio
che non rivela.
Le parole dannate
trasgrediscono questa luce
che a tratti mi rode.

© Maria Allo

Tutto si dissolve

photo : Sarah Ann Loreth

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L’alba incendia il cielo di Maggio .
Con violenza insorge
in un punto fisso all’orizzonte
tra anfratti di distanza
più inafferrabile dell’ombra silenziosa
che cresce al vento con innocente libertà.
Devo vedere come ricominciare il sogno
e smettere di inoltrarmi nella notte,
devo vedere come custodire un florilegio di candore
-sempre riesce a prendermi- quasi una vocazione.
A ritroso ferite mai rimarginate
ma dentro la fluorescenza del domani
asseconda il volo accettando parole.
Tutto si dissolve ma la bellezza dura.

© Maria Allo

Prisma lirico 2: Maria Allo – Daniele Gozzi

LIMINA MUNDI

Nell’ambito della rubrica Prisma lirico, oggi presentiamo le poesie di Maria Allo, la fotografia di Daniele Gozzi. In calce link  e/o una breve biografia degli autori.

Tutto dipende da come vedi  l’oscillare delle cose : le stagioni , i nomi, le perdite, le voci dei bambini  che il mare avrebbe dovuto trattenere,  finché ogni cosa si fa consueta in un modo che non hai bisogno di capire. Eppure salda qualche verità rimane :  nessuno può più esentarsi  dalle crudeltà del tempo.

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Non posso andare senza una vera meta
C’è una pagina da dire con parole diverse
direbbe questa casa fino alla scogliera.
Così cerco un coraggio obliquo
che bruci nel profondo e percorra la sabbia
su una spiaggia nuda , ma se ascolto …
voci flebili di bimbi
pagine cancellate dalla risacca
rimbombano nelle orecchie .
Dovunque
*
Che cosa può rimuovere l’amore?
La nostra luce in cenere
stride su arenili…

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