Sui contorni sfumati

etna
Dammi un confine
che non sia limbo
utero dell’Etna dal fiato caldo
inchiodato alla roccia
dove Empedocle seguì
“vertute e canoscenza ”
che non sia eco
dei profondi abissi
parvenza che illude
anche le corolle
sibilo di vento che distrugge
Dammi grandi ali di neve
e un ramo d’ulivo
perchè la lingua non sa oggi
articolare parole
sciogliere enigmi
liberare profezie
strappare l’ombra in cui vivia
mo
ma nella parola che sale
cantami colori d’azzurri fremiti
ne sentirò il silenzio
sui litorali d’ulisse
che ricerco da sempre

M.Allo

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