Month: giugno 2021

Semi

“Non c’è vita
Che almeno per un attimo
Non sia stato immortale”.
Wislawa Szymborska

Ci sono semi nell’aria aperti al dubbio
dilagano per tutti in ogni dove
risuonano di voci e quando si alza il vento
con un solo sguardo esplodono
[al sorgere del sole.
[Respiriamo come tra scogli e sabbia
l’attesa del maestrale
] .

Ascolteremo il suono che lambiva
la musica del temporale lontano
come un rituale si curvava su se stessa
e prendeva la parte di te
sospesa in previsione del sesso.
Sarà come ascoltare fra l’oggi e il domani
quelle note in lontananza
calme come l’infanzia allo specchio
dal ricordo di una casa libera
radici come ruscelli

[che nel mare fluiscono]

© Maria Allo

della terra e del mare

mia foto

Cercare gli dei della terra e del mare
nel sole che sorge o nel chiarore lunare
in ogni fenditura o in una pagina vuota
quando da una gioia nasce sulle gote
una piega musicale da assaporare
nel fumo azzurro delle lontananze.
Cercare gli dei della terra e del mare
sulle sabbie ardenti nel deserto
[mai quanto avrei pensato]
o nella luce fredda di una casa.
Mettersi alla prova quando la nebbia
si infittisce e dopo un poco ci si accorge
che chi possiede  il tuo cuore
si è fermato nel lungo labirinto
con l’infinito alle spalle

© Maria Allo

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Flavio Almerighi

il giardino dei poeti

almerighi lettere

Presenza e assenza dell’interlocutore-destinatario

in “Lettere” di Flavio Almerighi
Per conto di Macabor Marzo 2021

Desidero essere Te,
amore è sequenza di metastasi benigne
e anticorpi a renderle felici

diventiamo l’un l’altro per osmosi
con rapidi cambi di ruolo
e il nome non è più tuo né mio,
ma tutto è verità
da “Lettere” pag.63

-flavio-almerighi-

 

“Lettere” di Flavio Almerighi si configura come un’allegoria dell’atto poetico. Non a caso la genesi diaristica dei testi di Lettere, frammentata e composita, concepita e ambientata nella terra di nessuno, (Dentro il nulla di lettere mai scritte) trova via via un suo ritmo spoglio e si fa testimone di una condizione esistenziale, di una volontà di aderire al proprio vissuto, anzi di ricostruirlo attraverso i luoghi (il lago, la Lunetta, Caffè del mare) visitati, anche quando il senso di appartenenza continua a sfuggire. In Lettere, Almerighi compie un viaggio iniziatico…

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Risveglio

Fuori si colgono discorsi
giambi astiosi ad alta voce.
Avvio il motore. Tutto sta
nel farcela ad uscire
e ritrovare per le strade vuote
le pietre disperse con i giorni
che ho perduto. Un canto anonimo
quanto a ciò che si prova…
In fondo ascoltare se stessi
a primavera inoltrata è un fuoco
bianco come un riparo e il corpo
per voce forse preludio a un cielo
più chiaro. Ecco non assaporo più
Il frutto paziente dell’attesa

© Maria Allo

L’ atto della lettura

F
Una teoria della risposta estetica
di Wolfgang Iser
Trad. dall’inglese di R. Granafei


“Poiché il lettore passa attraverso le varie prospettive aperte dal testo e riferisce i diversi punti di vista e modelli l’uno all’altro, egli mette in azione l’opera e anche se stesso”.
Il testo apre diverse prospettive al lettore, che costruisce mentalmente diversi possibili “modelli” de suo significato, da diversi punti di vista, e li mette in relazione. La lettura è dunque un’attività complessa, che mette in gioco diverse ipotesi interpretative. Una possibile conseguenza di questa interpretazione è che si finisca per pensare che ogni interpretazione di un testo, anche la più arbitraria è ugualmente valida. L’autore non vuole cadere in questo eccesso , e più avanti scrive che “la lettura è un’attività guidata dal testo”; indicate come, Isar prende la distanze da posizioni totalmente soggettivistiche.

Con sorti già decise

Naufraghi con occhi spalancati
scalpitano verso il mare aperto.
Come sciame il vento in un’ondata
irrompe ed io mi sveglio.
Un viaggio attraverso il tunnel
fuori schema non conosce direzione
non lascia segni di ciò che accade
nessuna traccia con sorti già decise.
Eppure apre vie di alberi e scintilla
con  le radici di tutti i morti nel silenzio
                                                          [chiaro

© Maria Allo