Mese: aprile 2020

come Thel

È amore semplice, questo/ Disperarsi: è proprio/Quello che chiamano amore? – o è necessità/ Di costruire ingenuamente/ Nell’altro quello che/ ti manca? / Valori ovvii/ o costruiti dalla mia/ affamata mente?
Amelia Rosselli

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Le gemme sul punto di fiorire
al primo vento cadono.
Come stordirsi a tutto spiano…
nel vuoto si tocca il fondo
con la ruvida esistenza che fa male
e le ombre sopra di noi.
Il silenzio diviene rombo spietato
confonde itinerari sull’acqua
non c’è salvezza né certezza
nel deserto bianco dell’attesa.
Così ti passo accanto
non per dare senso ma per farlo
come Thel alle valli di Har
© Maria Allo

nel cuore di Antigone

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Il nomadismo del mondo è iniziato nelle tenebre:
sono loro che brancolano lungo la terra notturna – gli alberi,
sono loro che fermentano come vino dorato – i grappoli,
sono loro che vagano di casa in casa – le stelle,
sono i fiumi che cominciano il cammino – controcorrente!
Ed io ho voglia sul tuo petto – di dormire.
Marina Cvetaeva
(1917)

Dunque, può morire come di viole il mare.
Gabbiani stridono di rauchi amori
finché gli echi perdono sostanza.
Richiami di sirene incrociano assenze
Padre nostro che sei nei cieli…
Libera la mente, tuo il vuoto tra le distanze.
Le quattro del mattino. Nel pigro aprile
alla luce delle cose il mandorlo in fiore
ovunque sui pendii fiorisce se sognato.
Tra il vuoto e il pieno, il vedere saldo
si dipana nel cuore di Antigone

© Maria Allo

 

La fine dell’inverno

L’uomo negli altri uomini, ecco che cos’è l’anima dell’uomo.
Ecco che cosa siete voi, ecco di che cosa ha respirato, si è nutrita, si è abbeverata per tutta la vita la vostra coscienza. Della vostra anima, della vostra immortalità, della vostra vita negli altri. E allora? Negli altri siete vissuta, negli altri resterete. Che differenza fa per voi se poi ciò si chiamerà memoria? Sarete ancora voi, entrata a far parte del futuro.
«Un’ultima cosa. Non c’è nulla di cui preoccuparsi. La morte non esiste. La morte non riguarda noi. Ecco, voi avete parlato di talento, questa è un’altra cosa, una cosa nostra, scoperta da noi. E il talento, nella sua nozione più alta e più lata, è il dono della vita.

Boris Pasternak

 

 

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Daria Endresen

Il fiore dell’ibisco cade tra gli alberi e le pietre.
La vita mette nuove foglie anche se
la luce ora chiude ogni spiraglio.
Sulla parete di fondo tanti libri
su cui spiccare il volo senza ali di sorta
così le parole hanno un corpo
prima di spegnersi e una memoria
più profonda che non si frantuma
come metafora riuscita
si condensa in noi fino a diventare
un punto sempre nello stesso punto.
Si vedrà il mondo sotto una diversa luce
nel vento che riprende fiato
mentre l’Etna tende orecchio al mare.
E noi?

© Maria Allo

In penombra, malgrado tanta luce
faccia degli occhi fessure e amore,
dov’è là in fondo il mare, qui lontano
piano da cui guardo e afferro
come fossi qui, integra negli occhi,
dove sono i punti migliori
verso cui andare. In volo, adesso,
ove ogni terrazzo è baciato dal sole.

©Flavio Almerighi