dopo ogni cosa vivente

I nostri corpi sono spade lancinanti nel silenzio.
Abbiamo attraversato tempeste
con le braccia nel vento e le tempie
gonfie di pioggia nel deserto
ma non è tempo per i rimpianti.
Meglio vivere e reinventarci
prima che la memoria cancelli
anche la forma dei visi come il fuoco
che avvolge le nostre vite con queste mani
oltre la cenere e la vita di quaggiù.
Nel moto vuoto tra i nomi confusi
del nostro perdurare saremo
nei linguaggi del mondo come nel colmo
di una luce che l’inverno
rende lontana e le nostre esistenze
dentro i segni di un intero.
Amore, la nostra luce in cenere
continuerà a sfiorarsi dopo di noi
come dopo ogni cosa vivente.

© Maria Allo

 

 

 

 

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