ciò che tace urla

“La poesia si addice agli emigranti, a quegli sventurati sull’orlo di un precipizio, sospesi con il loro misero fagotto tra le generazioni, tra i continenti”.

A. Zagajewski

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Vedi a riva le reliquie del cielo.

Ora piangono i gabbiani sul mare

mentre il grembo bianco della notte

accoglie i dispersi in mezzo ai vivi

e cupo sale il suono

della realtà sbattuta sugli scogli

dove si sfiancano le onde.

Ciò che rimane

è dispersa armonia di corpi

come acqua fra le dita

non c è passato o futuro

solo memoria  di carne ferita

dove ogni voce tace sopra ogni

cosa  e  sempre più forte

un urlo contratto

attraversa l’ Europa.

© Maria Allo

 

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