Month: febbraio 2019

La fine di un inverno


Tutte le cose che amo sono in me, radicate nel mio cuore, immerse nel mio sangue: e tutte, concordemente, potentemente, mi spingono verso qualcosa che non è dietro me, ma davanti a me. Vedo l’avvenire duro che brilla, e non rimpiango il passato molle, che è oscuro. 
Antonia Pozzi

Foto di Vera Cuppone
Oggi l' inverno replica come un demone feroce.
Cosparse di brine  le foglie 
ululano nel vento 
per una ferita senza tempo.
Il rumore dell'acqua a pezzi sulle ciglia 
come questa terra che denuda  suoni
coi graffi di nodi sull'area battuta
in un ruscello muto.
Così atavico l'inverno corre sulla lava  
con la sua porzione di libertà 
attraverso una fessura e questo amore

che trema nel coraggio di un glicine sommerso.
La fine di un inverno inizia qui. 
© Maria Allo

 

Maria Allo: Solchi. Alcuni testi e un breve post-it

Ringrazio la redazione di un posto di vacanza per aver ospitato “Solchi” e Patrizia Sardisco per lo sguardo appassionato sul senso del cercare e del fare poesia

Un Posto di vacanza

La_parabola_si_compie_nei_risvegli_.jpg Deborah Allo

*
In sogno il vento ha grandi occhi di brina
Polvere che imprime alle carni
Il disordine del giorno
Dalla gola una voce straripa
Invade l’aria annebbiando
Il corpo immenso del perdono
Qui resiste nel suo calore un grande cuore
Ci detiene e tutti ci contiene
Attendo parole antiche
In questo luogo non c’è
Altro luogo in cui vorrei essere
Ecco come la notte prende il sopravvento
Su tante solitudini straniere
Forse un destino c’è per questo cielo
Vaga già nel buio tra gli ulivi
Sui volti disperati
Ma davanti alla violenza non si cede
Fuori piove

*
La ragione del sangue investirà veglie
Di solchi ancestrali che forgiano
Prima di respirare
Verità inattese di altri canti ai giorni
Di colori tra le ciglia
Cerchi di limbi assorbono ragioni
E ogni cosa che resta
In questi cieli sfioriti
È gomitolo precipite di devastazione
Si snervano innesti di stagione

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Gioielli Rubati 24: Maria Allo – Mimi – Chiara Marinoni – Chiara – Marco G. Maggi – Antonio Bianchetti – Felice Serino – Anna Leone.

almerighi

NON CERCATEMI, POETI

“muori allora e fallo piano/ piano e soavemente”, perché “ogni istante possiede dolci abissi
Ingeborg Bachmann

Non cercatemi, poeti.
Un fardello sventra le vertebre del mondo
le metafore a brandelli ne strozzano i suoni
giorno dopo giorno il ritmo
in fondo al buio diviene meno reale
della luce di chi vince.
E dunque il disincanto dischiude parole
di una lingua che muore
di ciò che pesa troppo
di chi baratta il dolore nel tuo nome.
Non c’è parola pari al tempo umano
là dove è sepolta la memoria.
Così lontani non saremo liberi.
Un fardello spiuma le vertebre come l’ oblio
sul rovo pungente del passato
L’aria sovverte il respiro nel suo vorticare e squarcia
nel trambusto anche questo mare.
Ma tu non abituarti mai.

©Maria Allo, qui:
https://nugae11.wordpress.com/2019/01/25/non-cercatemi-poeti/

*

Una carezza sull’ala .2

Sono piccola adesso:
caduta sulla ghiaia
le ginocchia sbucciate.

Sono piccola, non so

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