Mese: agosto 2018

il vuoto sale

Il nostro presente è così ristretto che è bene aggiungervi il passato, in mancanza dell’avvenire…
Marguerite Yourcenar

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Catrin Welz Stein

Dissolve le sue forme il sole.

A bassa voce cola dagli occhi

legame denso all’ombra delle ciglia.

Tra odori e radici il passato

è  un risveglio sui cardi, un’ erba medica

dopo una colata lavica.

Alla luce tagliente del presente tra i rami

il vuoto sale dalla tua voce di ginestre

mentre guardi l’abisso che avanza.

© Maria Allo

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le parole e le domande

La parola è un gran dominatore che, con piccolissimo corpo, divinissime cose sa compiere; riesce infatti a calmar la paura, a eliminare il dolore, a suscitare la gioia, ad aumentar la pietà.
da “Encomio di Elena” di Gorgia Da Lentini

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Antonio Mora

Cosa rimane di noi.

Forse basta un dialogo su tumide vene

 risonanti nel buio mentre l’estate

si allontana nel fragore

che sale dal mare fino a  questo scoglio 

intanto vedere le cose disfarsi…

Forse basta osservare la miseria del mondo

e il modo in cui la pioggia

smorza  il tuono  nei bagliori spenti

per esplodere nel vuoto?

Il mare infuriato guizza stamane,

imminente il temporale   

caccia un urlo nel moto oscuro del mattino.

Che cosa c’è da spiegare

Forse un giorno torneremo a essere .

Il principio e la fine.

 Cos’ altro fare?

La sola luce che abbiamo nell’assenza muta

le parole e le domande come l’origine e la meta.

© Maria Allo

Una mia poesia (trad. in spagnolo dal Centro Cultural Tina Modotti, Venezuela)

di Maria Allo(Italia)ita/espa

Il mattino ha la grazia delle origini
su radici che esigono attenzione.
Lode ovunque
all’ansia pronunciata a bassa voce
nel più lieve dei gesti come il caffè con i colleghi
alla materia che non dissolve la memoria.
Giorno dopo giorno ci attendono
le regole del mondo
l’ombra scolpita sulle foglie
la forma nuova nella luce che si spande
il coraggio obliquo di chi non cede
la vita da proteggere in questo luogo
florilegio di suoni umani
da conservare così in cielo come in terra.

*

de Maria Allo(Italia)espa/ita

La mañana tiene la gracia de los orígenes
sus raíces que exigen atención.
Alabanza donde sea
a la ansiedad pronunciada en voz baja
en el más leve de los gestos como el café con los colegas
a la materia que no disuelve la memoria.
Día tras día nos esperan
las reglas del mundo
la sombra esculpida sobre las hojas
la forma nueva en la luz que se expande
el valor oblicuo de quien no cede
la vida que proteger en este lugar
florilegio de sonidos humanos
para conservar así en el cielo como en la tierra.

Traduzione: cctm
Foto: Maria Allo
http://cctm.website/?s=dicono+di+noi

de Atelier

nella materia

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E quando le parole ormai vecchie muoiono sulle mie labbra,
nuove melodie nascono dal cuore.

R.Tagore

Credo nella materia che si dissolve
al ruggito che solleva le maree
come alla vita di incredibili errori.
Credo nel crollo apocalittico del ponte contro il sole
alle vittime incastrate sotto le macerie
alla carneficina dei migranti
dietro invocazioni di crivellate preghiere.
Credo a te che sei giunto alla fine,
al dolore feroce senza una ferita.
Credo al momento presente
per guardare il futuro in profondità
alle parole che rinascono
dalla voce che tace in preda ai ritorni
scivolando tra le foglie senza peso.
Credo nella luce che rivela quanto cela,
alle idee scolpite sul petto con lo scintillio
di una lingua che muore.‎
In nome di tutto questo
credo al senso tragico della poesia.

© Maria Allo

frammento di una dichiarazione poetica pubblicata di recente su “Marcatrè

Antonio Porta

Gli oggetti, gli eventi, gli uomini sembrano sfuggire ad ogni condizione di struttura: liberati in una sorta di vuoto pneumatico, senza pesi e senza misure, essi cercano di far funzionare la ragione e quindi di strutturarsi, o, in parole povere, di dare un senso alla vita. Sembra che questo tentativo continui a fallire, nonostante il perfetto funzionamento di tutti gli strumenti: di qui il senso del tragico, il mito di Edipo, l’uomo sapiente, che si acceca.