letture amArgine: Maria Allo, pensieri feroci

almerighi

La notte scivola a strappi dentro l’abbandono.
E’ scheggia di rovo ellissi di dolore
sulla dolcezza cancellata della memoria e nel presente
come il vuoto che ci attraversa tutti
in mille lingue dentro le acque sconsacrate
ai piedi del nostro ulivo che si lascia dire .
Che sia maledetto chi ha seminato il male
alla radice …

(Maria Allo tutti i diritti riservato all’autrice)

Senza più contorni invisibile
l’ombra di profilo si fonde col fuoco
plasma la distanza dei millenni
ma non c’è abbastanza luce
se cade fra gli alberi l’attesa
come gramigna nei bagliori
del crepuscolo morente.
Non c’è abbastanza luce ai lati della strada
e sempre tanta pioggia o gelo
in certi pomeriggi quando il cielo basso
strazia il peso delle nubi
mentre improvvisa la metafora cresce
nel fragore verticale in volo.
Scoppia e disarma a luce spenta
i dimenticati e i disperati
l’isola disabitata della memoria
così…

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