Month: dicembre 2017

letture amArgine: quattro poesie di Maria Allo

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C’è nella poesia di Maria Allo molto suono, clangore di sensi e significati. Ognuno di questi porta a un luogo indefinito ma esistente, dentro l’autrice stessa. La sua Poesia, sì scriviamolo con la P maiuscola, è un mezzo per creare modi e strade per raggiungere questo luogo, così vicino e così lontano. Tutta la ricerca poetica di questa bravissima autrice, a mio modesto avviso, è la ricerca di quella persona con cui convive da sempre e che, da sempre, sta cercando di raggiungere. C’è molta bellezza in tutta questa determinazione. (Flavio Almerighi)

E’ accaduto.
Eri il confine furioso in volo
sulle fiamme dei miei seni
a tratti un colpo di luce pronto ad accecarmi.
Ora cigoli come pioggia di versi
sulla roccia incandescente
io doppia cenere di lava
come limo di bacche
nuda su pentagrammi in cerchio
cerco le parole per dirlo.
Il resto lo fa il temporale di Aprile

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Anna Maria Curci, Canti dal silenzio, IV

Poesia Ultracontemporanea

A geometrie e congegni tu t’affidi

e la forma conclusa ti conforta
anestetizza il balzo o il suo pensiero
lenisce le ferite ancora in nuce.

Ma la terra di mezzo o la sua striscia
di sabbia flutto rabbocco pontile
ha le braccia conserte e semoventi
ghigna gorghi nella mano a conchetta.

Allestisci il traghetto lo decori
traccheggi e sbocconcelli (non mittendus!)
ti siedi sulla riva. I canestrari
ti passano davanti e tu li invidi.

(Da Nuove nomenclature e altre poesie, L’arcolaio 2015)

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Così in cielo come in terra

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Il mattino ha la grazia delle origini

su radici che esigono attenzione .

Lode ovunque

all’ansia pronunciata a bassa voce

nel più lieve dei gesti come il caffè con i colleghi

alla materia che non dissolve la memoria .

Giorno dopo giorno ci attendono

le regole del mondo

l’ombra scolpita sulle foglie

la forma nuova nella luce che si spande

il coraggio obliquo di chi non cede

la vita da proteggere in questo luogo

florilegio di suoni umani

da conservare così in cielo come in terra.

© Maria Allo

sul tuo ciglio

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Capita di sentirsi una spina picchiettata di pioggia

che si spegne insieme

alla voce dei giunchi affilati dell’Etna.

Così scavo con le mani capovolte

per estrarre la fragranza delle bacche

dai cespugli di Dicembre .

Ecco. Gli alberi rivelano la luce

in punti variegati del cielo

come scaglie di mare sul tuo ciglio.

© Maria Allo

 

 

 

Nella povertà della parola, intervista a Ida Travi

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a cura di Evangelia Polymou

 

“Datemi il nastro rosso
e poi… seguite il fiume, e poi…
Fino al ramo nell’acqua
fino al ceppo bruciato, più avanti
più avanti… fino all’ultima siepe di rovo
Usciremo da questa storia
– credetemi –”

*

In L’aspetto orale della poesia e in molti altri Suoi testi è evidente lo studio e l’amore per la storia della filosofia. Se ne avverte un lontano richiamo e a tratti sembra che strani nessi si vengano a creare tra la contemporaneità della Sua poesia e certe forme della poesia epica antica. Quali sono, e quanto sono stretti, questi nessi?

 Mi sono occupata di filosofia per molti anni ma in maniera assolutamente irregolare, disordinata. Me ne sono occupata perchè la filosofia mi sorreggesse in poesia, non per altro. Volevo che mi sorreggesse in poesia anche se per poco, anche se solo per un grammo: parlo della filosofia greca…

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