Mese: giugno 2017

tra gli alberi e le cose

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photo di Suzan Armağan

Curva la voce delle cose
mentre l’alba irrompe in una raffica di luce.
Nel chiarore i motivi per cui vivere
hanno il volo fermo delle attese .
Rimango tra gli alberi e le cose
nel medesimo silenzio contro l’oblio
come non ci fosse nulla se non
il restituirci alle cose palmo a palmo.

© Maria Allo

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siano goccia

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photo di Suzan Armağan

Si vive mentre scivola la trasparenza insieme al vento
in questa barbarie come unico orizzonte.
E dunque fra un respiro e l’altro
cresce l’abitudine all’indifferenza.
Ci tocca vivere  sulla radice contorta di una quercia
e non si vede il mare ma in  una stretta rocciosa
ancora pulsa fino a  sfrangiarsi fuori dai recinti.

In ogni caso  il dolore come macchia
dal ventre si spande  nella lingua del vento.
Che non abbia a inaridire l’universo
nelle macerie ai bordi delle strade
e siano i miei versi goccia
che impara dal silenzio di farfalla.
Nessuno mai saprà
quale sia la meta di umana compassione
così vasta da non avere direzione…
© Maria Allo

Mi percorre il mare

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Mi percorre il mare .
In delirante fermento come una primavera falciata
mi pulsa nella mente
e se io sono del silenzio che trattiene il respiro
nel margine bianco tra picchi di scogliere
è perché non conosco la furia
dei rumori sotterranei che devastano questa terra .
Capita dunque di sottrarsi al dolore
dentro un tempo dilatato
quando la radura sempre più lontana
non ha lo stesso sapore di Libertà e il ritmo del sangue
delle liquide onde di pietra di Torre Archirafi
giuro-mai dello stesso colore ,
se la memoria ha un futuro.
© Maria Allo

Sulla poesia di Amelia Rosselli (di M. Allo)

Poetarum Silva

Amelia Rosselli, foto di Dino Ignani

LIBERTÀ, RICERCA E MUSICALITÀ NELLA POESIA DI AMELIA ROSSELLI 

di Maria Allo

Soffiati nuvola, come se nello
stelo arricciato in mia bocca
fosse quell’esaltazione d’una
primavera in pioggia, che è il
grigio che ora è era appeso nell’aria…
… E se paesani
zoppicanti sono questi versi è
perché siamo pronti per un’altra
storia di cui sappiamo benissimo
faremo al dunque a meno, perso
l’istinto per l’istantanea rima
perché il ritmo t’aveva al dunque
già occhieggiata da prima.

(da Impromptu, 1981)

Un linguaggio frantumato e oscuro caratterizza l’appartata esperienza poetica di Amelia Rosselli che si distingue però per un’intonazione appassionata, rara nel secondo Novecento. Non può seguire studi regolari, costretta a trasferirsi con la famiglia dalla Francia all’Inghilterra, ma acquisisce una piena padronanza di tre lingue (italiano, francese e inglese); forse anche per questa sua formazione internazionale la Rosselli risulta estranea alla tradizione italiana…

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dove conducono le parole

photo Antonio Palmerini
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Raggi simili a cerchi concentrici
di alberi
fino alle essenze infrante
della stagione
si spezzano nel canto di un cuculo.
Dove conducono le parole…
Fluiscono con l’aria di saperla lunga
eppure si disintegrano a metà strada
mentre le cose accadono.
Dove conducono le parole
pulsano a spirale come visione
che ricompone il Tutto
a metà strada spiumano oblique
tra cardini erosi come inganni.
Le parole che conosco non ricominciano.
Colori nudi di nebbia
scavano notti di lampi
Le parole che conosco
a strapiombo farfugliano
irrisolte nel brulichio
che non rivela.
Le parole dannate
trasgrediscono questa luce
che a tratti mi rode.

© Maria Allo