3 ἀπορία

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Non ha tregua l’umanità e tra nubi sparse la natura spande i resti del suo silenzio .Non resta che cenere nella memoria o questo nonsenso che è la vita . Qui non c’è campo o sono io a non avere campo. Nessuna poesia servirà. Niente da capire. Forse sprofondare non serve e tutto sarà uguale come prima. Ma nel momento in cui nasce l’idea ,il raptus dell’incontro con l’idea , è vedere un pugno di terra e un biancospino , tenero , testardo mentre il cucùlo chiama solo nella notte, chiama una compagna forse smarrita sull’altra riva e i cipressi in sordina modulano controcanti . L’Etna intanto continua a digrignare e le bacche a suggerire tutti i nomi cancellati , recisi con molta discrezione. S’intende .

Scomposte le vene dalla marea di tarli
La gola secca strozza roca la voce
Un sasso nello stagno del petto
Le mani annaspano sudate
Te lo confesso ,chi cammina per i suoi destini
Muore prima della morte
Eppure non ripiega ma a vedere
Nell’acqua la sua immagine
Ha sete di quest’umanità

© Maria Allo

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