ciò che si consuma

Photo di Bogdan Panait
Bogdan Panait.jpg

Contro il tempo ciò che si consuma ha la sua luce
al riparo di un albero e al respiro
di questa memoria sacra di silenzio
nel rumore di un’assenza che dirime il coraggio.
Contro il tempo sfogliarsi nel giardino delle attese
tiene il centro della notte sul filo di veglie
sospese al varco del pensare.
Non avremo corpi nè confini
le stagioni pulseranno nel moto di un bianco
come argine al silenzio acuto
quando si leverà il sole.
Solo innumerevole esistenza
chiara trasparente scorrerà nel vento
con le profondità delle movenze in volo
e le bocche colme di neve.
Sarà un unico respiro atemporale
a farci adempimento e condivisione.

© Maria Allo

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6 comments

  1. Perchè la poesia vera apre e ti lascia così, sospeso senza la capacità di dire o aggiungere altro? Sono pieno di una lucida e formidabile malinconia, ampliata da questi versi, percorsa in lungo e in largo da un desiderio d’eternità che non trova parole per esprimersi. Bellissima.

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  2. Dal primo al settimo verso… La luce di ciò che si stava consumando lì mi ha riportato alla memoria quell’Immagine. Di quel Canto. Forse avrò scavato troppo in profondità, chiamale coincidenze su percorsi impervi, eccentricità, ma non dire che non meriti tanto, se tanto mi ha dato la possibilità di ri-cordare quanto pensavo di aver perduto. Un bacio, cara Maria.

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