uno stesso mistero

Foto di Chiara Bosco
artlimited_img542853

Dare spazio alla voce

che la notte oltrepassa

per tenerci in vita

è un aprirsi in cerchi larghi dentro il giorno

per fluttuarci il nulla che ci tiene.

In consonanza con il respiro

cellule vive più di noi

prendono il sopravvento su memorie

stampate nel silenzio.

Siamo lo stesso sogno

morti e vivi

nel tempo che riduce l’infinito a un’ ombra

e il buio senza scampo trattiene

il tempo trasparente in cui si vive.
© Maria Allo

Annunci

One comment

  1. Isofonia di un sogno.
    Trattenere le emozioni, non dare voce a ciò che ci trat- “tiene” in vita, è come trattenere il respiro e, in quel “tempo trasparente”, diventare trasparenti, “ridurci” per “consonanza” ad un’ombra. Le parole trattenute hanno una loro memoria e sono cellule più vive di noi. Ci trascendono per “trattenere” in noi il sogno di quell’universo che siamo. E ci salvano.

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...