Sulle cicatrici della terra

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Fino a quando le ossa saranno messe a nudo
e calpestate?

L’acqua soffre nei mari amari e le viscere dell’alba
vacillano dietro palpebre gonfie
che nei corpi non trovano riparo.
Gente in fuga senza storia
occhi lividi in cerca di una soglia
con il silenzio del vento senza più orme
e il dolore scolpito nelle carni
sulle cicatrici della terra .
Fino a quando le ossa saranno messe a nudo
e calpestate?

© Maria Allo

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One comment

  1. Una cicatrice: è lì a ricordarci ogni momento quello che l’ha provocata. E’ successo un momento fa. Non c’è scampo a questa eredità non voluta da ripartire in parti uguali tra il cielo e il mare, il presente e il futuro, il dentro e il fuori, il meglio e il peggio, il più grave e il più futile nella speranza che si allontani nel tempo la probabilità che si ripeta la stessa storia, possibilmente non contemporaneamente alle storie che si è rimandato all’infinito di risolvere. ma poi penso… Uno per tutti (…noi) è già successo. Una volta per tutte. Allora c’è speranza: nell’Uomo e nella sua volontà di indagare e di ascoltare il silenzio nella notte della vita. E’ già successo che lì Dio custodisse le risposte a tutte le sue imprese apparentemente inutili. Dopo deve esserci l’alba; vacilla oppure ha vinto, la vita?

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