invocazione

..quando verrai,
o dio dei ritorni
mi coprirò di rugiada
e forse morirò
per ogni possibile resurrezione.

© Maria Allo

erwin-olaf

Io ti invoco .
Ti invoco e ti chiamo, anima.
Una lieve ombra ti lascia affiorare
sulla carne prima del mattino ,
dentro una foglia che non ha più voce.
Ecco: cielo e terra esistono.
Loro voce è la stessa evidenza.
Così esisti nei rovi affilati dal libeccio
in moto contrario
a vele tese nell’ora incerta
che precorre il giorno,
quando a detergere gli inferni
un sole ostile posa su nembi di cenere.
Tu esisti nei dossi
del deserto ostinato che ci coglie,
nei frantumi di filari dentro la radura
quando la morte intera reclina
a immaginarci  ancora vivi.
Tu esisti quando affondano
le navi tra le onde riflesse in ogni gradazione
screziate di barlumi come
artigli tra fessure.
Accade di ritrovarti nuda
ai piedi della terra come impronta
nello scorrere dei tuoi umori,
e se io piango come al capezzale di mia madre
è perchè nulla vi ho potuto trovare
dove tu non fossi.
Se ti invoco è perchè niente di ciò
che vede il giorno svanirà per sempre
e finchè tu esisti
si può ancora approdare
alla profonda spiaggia dove il rumore tace.

© Maria Allo

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