doppio tempo

immagine di Veronique Gerard

artlimited_img345125_m.jpgDOPPIO TEMPO

Ecco lo stesso legame nella memoria
mentre ancora le braccia sono schiuse
in alchimia di frantumi
come una vertigine di grumi
su uno spartito infrangibile di spazio
e le tempie corrono dietro brezze di vagiti,
docili alla fede prima del richiamo.
***
Alberi foglie vento in un abbraccio
straripano dai giorni
stampato a sangue sul tuo petto
e tendono le labbra al ritmo del mondo.
Inascoltato il buio nella notte
inarca il cielo al rischio di gesti estremi
su zolle di vie senza nome.
Avanzare è anche soffrire
se a decifrare desideri
non resta che la fuga nelle turbolenze
del domani.
***
Tutto ancora qui avanza
nel vortice di flussi convergenti
ricomposti al cadere senza rumore
quasi testardaggine di bellezza vera.
Tu vuoi questo cardine sconnesso
taglio di carne impresso
nelle carni?
Quanta fatica a ricomporre
il macero segreto
anche se il punto fermo insidia il dono
e oggi amare è la crepa
sui muri che screpola la terra.
***
Siamo acqua e terra in rivoli tra ciottoli,
flussi di luce e ombra nel disordine
inafferrabile.
Nel moto siamo respiri di memoria e silenzio,
ma non c’è compimento,
impronta di pienezza o perfezione
in ostaggio al mare lontananza in cielo
lingue di fuoco svenate all’orizzonte.
Intanto serpi invadono tombini
così sciupiamo la vita e questa terra,
[e noi cosa saremo…]
Eppure la luce c’è in cima ai colli
e il cielo chiaro ancora si ferma tra rugiada e foglie.
Siamo alberi anche noi,
flussi di di linfa e venature
che il tempo attraversa come all’inizio,
radici e semi in attesa dei frutti,
volute di colori tra le ciglia.

© Maria Allo

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4 comments

  1. Kairòs e Aion…

    I sequenza
    L’attimo che precede il tuffo, è attesa e ascolto…

    ***

    II sequenza
    Il distacco dalla roccia disegna un arco temporale nello spazio aereo, tutte le leggi vengono rispettate nella parabola discendente di un desiderio che ha come “punto fermo… di perfezione” l’arrivo nelle braccia del mare o nel buio degli Inferi…

    ***

    III sequenza
    Entrata negli abissi, negli Inferi, attraverso quel “punto”- fessura-crepa-porta-ferita-taglio nel quale convergono i flussi che è l’unica volontà, quella d’amare di ricomporre il segreto che ognuno è. E nel quale convergiamo…

    ***

    IV sequenza
    “Ti porterò dove mare e terra si incontrano” e confondono luci e ombre perchè fanno parte dello stesso mistero: questo può non avere la pienezza della perfezione se guardato con occhi razionali e disincantati, che hanno imparato, cioè, a guardare nel buio e a riconoscedre le forme nei contrasti tra luce e ombre. La presa di coscienza della realtà intorno e che siamo parte di essa: quello che si è diventati e quello che siamo. Il tempo non ha mai cessato di attraversarci, nonostante i ritardi, i rinvii, le assenze, le titubanze: tutto questo può Aion nell’anabasi…
    Ma è Kairos che nella catabasi ci riporta a noi.

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  2. Grazie infinite ,cara Valeria, della lettura accurata, sostenuta dalle tue preziose interpretazioni e interessanti considerazioni psicologiche. Un abbraccio, grazie dell’attenzione e della tua presenza costante .
    Maria

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  3. Maria, va avanti , io ti seguirò! Quanto alle considerazioni psicologiche: è nella seconda sequenza che ho avuto la netta sensazione, già provata, di stare facendo un tuffo… E’ il tuffatore di Paestum, perchè è lui che ho immaginato, che forse non ho saputo ritrarre bene, tanto grande il suo mistero.

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