Perdita

“Se c’è una ragione per la quale scrivo
è perchè qualcuno mi salvi da me stessa”
Alejandra Pizarnik
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Non c’è rimedio alla curva
dell’appartenenza.
E’ inesistenza che si accumula.
Lasciati vivere sbandierata dal vento,
destinati una meta, senza meta.

Fai di te un segno .
Senza ambiguità.
Scandisci il tempo che ti resta
come riparo
e lascia scivolare le radici dissonanti
del tuo alfabeto.

A sfiorarti senza nome
è uno stralcio errante
un fruscio di acqua nella brezza,
ma non c’è sintassi che traduca.
© Maria Allo

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6 comments

  1. E’ un’arrendersi: la perdita di tutto quel mondo che ci “rappresenta” e ci orienta, la perdita di se stessi per diventare un simulacro vuoto da esporre sull’altare di un tempio dimenticato. Non c’è sintassi che traduca la sofferenza della solitudine, pagamento in soluzione unica, unico barlume che rinfranca la coscienza sopita, stordita, lontano riflesso di quella “candela al vento”, riflesso perduto di Sè.

    Maria, un grande abbraccio.

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    1. Sì , la perdita di tutto quel mondo che ci “rappresenta.Eppure amo scrutare sempre il mare nel fragore di chi ascolta fino in fondo ,proprio come fai tu, cara Valeria e cerco l’acqua dentro le parole. Fluttua già nelle tue ,come un dono. Grazie ,amica mia.

      Mi piace

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