artlimited_img519349.jpgmihai ilie

Fuori è notte.
Solo verso sinistra s’intravede
un riverbero di fuoco
guizza e crepita da un punto
lontano nei campi.
Silenzi di abissi affiorano
sulle mie tempie
diviene cruna il corpo
ma vi passa il mare
come il mescolarsi delle onde
in uno sguardo che ci tiene
[travalica radici
sopravvive ai tagli]
protegge l’ombra come sul rudere
le viole del pensiero
da due secoli e i pini
per tenere salde le radici.
Senti il vento come geme
crepato da sassi
tra le braccia antiche
nel gomitolo dei giorni
come echi sepolti tra arenili bianchi
prima di svanire in questo corpo.
Chissà perchè è antelunare
il vento che viene da lontano
con colori nudi torna alla terra
con ali ferme e caviglie flesse.
Chissà perchè gli alberi l’agave
ghermiscono coi fiossi…

© Maria Allo

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