euridice

opera di A.Bemporad
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a frantumarmi le ossa squarci di pruno
lungo orme di giorni feroci
su confini d’erba e scrimolo di mare.
Suarci che biancheggiano in volo
quando il silenzio scava solchi di perdita.
[non c’è rimedio all’ade ormai
euridice è oblio non più radice]
su rovi che implorano il perdono.
Ma a brulicare parole
è questo biancospino tenero nel buio
traspare come luce e mi trattiene
così l’inverno inesorabile avanza
nel suo volo
© Maria Allo

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3 comments

  1. mescolanze e vibrazioni increspano il silenzio e i colori ,in armonia di voci e rumori ,ma l’incompletezza di sfumature e slanci di passione porta al mondo delle verità che permette di comprendere l’unità dell’anima.Grazie Maria,sei per me, fonte di grande ispirazione… Ti abbraccio
    amelia

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  2. Se un bel giorno [la visione di un biancospino] all’improvviso riuscisse a farci girar la testa e a sovrastare il rosichìo perpetuo della mente, quando si perde nella volontà di sorpassare con il carro i buoi, allora permetteremmo che l’inverno ci raggiunga e passi avanti senza farci male, non senza aver operato in noi un passaggio essenziale perchè la visione di quel “seme” possa attecchire in Anima. Per la primavera c’è ancora tempo. C’è ancora tempo per la primavera.

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