ripetimi …

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venature tra vicoli così proclivi
precipitano nel profumo caldo di rèsine
a inspirare improvvisi violetti nelle notti
d’Aprile
[dopo lo scorrere lento di luna
ripetimi i tuoi divini misteri
le tempie che risuonano di rive segrete
]
forse di tempo in tempo
germoglia quel mirto che ci troverà assopiti
sul rudere tra tronchi annodati
ora rovi di tristezze
insepolte oltre il sangue
con un tocco percepito a brani
impazzano sui fili d’erba
scavando nitori di silenzi
a grumi dentro i secoli su sciagure
ora nella brezza del poggio si specchiano
volti sconoscuti e perle effimere
ci sfiorano le ciglia
m.a.

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3 comments

  1. Quando la fortuna toglie l’umana presenza,non resta che annusare nell’aria salsedine e mirto,bevendo l’ambrosia colata da questi versi stupendi. Bacio mentre m’minchino dilatando le narici. Mirka

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  2. Rimango della mia idea le vere poesie non si commentano: qualsiasi altra parola disturba il fluire dell’armonia. Ma non saprei dove altro comunicarti che ho deciso di chudere così- Ciao Maria.

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