radek_cermak_052_duplex(1)

Per nervature riflesse
tu guidami e nascondimi nel bosco
chi agisce così non lascia tracce
e quel poco di coraggio che mi resta
fortifica di luce chi si oppone

qui solo roccia nel ventre disseccato
a lanciare destrieri sulla sabbia
screziata di barlumi

qui su scoglio indifferente a briglia sciolta
di temporale
fardelli inusitati dietro ombre
stampano artigli tra fessure
m.a.

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2 comments

  1. I tuoi versi sono “artigli divini” che scavano nella terra e la nutrono,Maria,altro che parlare di roccia.. Datempo mi coltivo l’intenzione di scrivere di te sul mio blog. Lo meriti,almeno per la mia sensibilità di viandante con la lanterna in mano.Quello che posso dire è che (ovviamente per me) sei l’UNICA POETESSA che tocca corde profonde e le fanno misteriosamente vibrare.Per ciò che le ha ispirate,per l’ispirazione stessa,per come queste ispirazioni sono organizzate e strettamente connesse fra di loro. Asuo tempo certamente farò.Bacio,Mirka

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