fragmenta

_MG_3247-Edit-1
 risuonano  corde  in agonia
cocci di mattini infranti
impreviste veglie
*
abbiamo conti ancora aperti
spietate parole da combattimento
*
accovacciato il mare si regge
come foglia che il vento
deliberatamente scansa
 in silenzio
*
cento braccia schiuse
mentre dice sente
questo spartito di frantumi
vertigine di grumi
il poco e il niente
cime di un destino
che non batte colpi
germoglio di sentieri
orme su brezza di vagiti
docili alla fede prima
del richiamo
*
sotto le palpebre passi perduti
in lontananza
vestigia senza ricordi
in controluce
enigmi predestinati
mai esplorati
m.a.

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2 comments

  1. C’è grandezza di cime,in ogni tua visione,canto che fa germogliare la terra dei suoi frutti più belli. Che nettare per chi ha fame e sete cara poetessa! Dario

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