Giorno: gennaio 5, 2013

sempre nuova l’alba…

frammenti invadono distanze

segni di vene incise

*

strepito di silenzio nel transito
di una rivelazione
su disfasie di fuoco e neve
nelle prime luci
dell’alba
acrobata nel vento
con nubi di baccelli
su spartito di luce
*
per una voce che sfiora
le bacche
su arenile bianco
fluttuo disincantati giorni
*
radici di quercia ora
nutrono le ortiche

*

parole perdute ridisegnano cieli

margini di resa

disvelano il vero
su recinti di dolori

parole sradicate ridisegnano

respiri
se affondano gli occhi

nei sussurri
di urgenza primordiale
*

nascita crescita

naufragi che ci oscurano

spasmi di luna piena

c’è da dire che il giorno

accarezza
parole di perdizione
parole di salvezza

*

in questo  mare inquieto

di gennaio

un rossore lancina carezze

pieghe intorpidite

stravolgono languori

non sanno abbuiare  cieli

*

nebbie disossate

su crepe di ramarri

nidificano

al posto dei giorni azzurri

un bianco inverno

bussa tra gli ulivi

*

pietà per le parole in sogno
sfiorate da distanze
incrinature nella notte
incapaci di appartenenze
dal sapore di preghiera
pietà per le parole in nuce
antelunari ceppi e grumi
senza fragore
si destano al volo come amori
privi di certezze
*
pietà per le parole alte nel vento
fra steli che annunciano tempesta
fuochi erranti dell’ Etna
felci e gomiti a scavare
incidono in silenzio

ampie orme in qualche luogo
di anima a ritroso
*
pietà per le parole radici
sigillate da voce di terra
prima dell’alba
file nudo di pena
inizio di volo nell’abisso
esistere nel tempo
mantide solcata
dal sapore di ritrovarsi
*
fuori è inverno
nelle foglie del tempo
giorno nero di eclisse
nel giorno del massacro
pietà per chi leva alto
il grido di dolore
candele sull’altare

*

neve di occhi
slabbra il pensiero
mette a nudo un cuore
pone voce alla luce
sapore al calore
rimpianto al ritorno
voce all’inferno
abisso al tormento
sistole e diastole
ossessione di un ritmo
che invade ogni parola
nel silenzio di un verso

*
brivido di vita
groviglio di negazione
un tonfo sordo sui sassi
la neve scivola dal soffitto
senza intoppi
*
eppure speravo di avere il mare
dentro gli occhi

*

nodi di vene  sul dorso

tante stagioni

*

imparo a contenermi

in un baleno

*

in questo mare inquieto
di gennaio
un rossore lancina carezze
pieghe intorpidite
stravolgono languori
non sanno di abbuiare cieli
*
nebbie disossate
su crepe di ramarri
nidificano
al posto dei giorni azzurri
un bianco inverno
bussa tra gli ulivi
*
nodi di vene sul dorso
tante stagioni
imparo a contenermi
in un baleno

eppure speravo di avere il mare
dentro gli occhi

*

sempre nuova l’alba
gioca a nascondino
dentro un cespuglio o una gronda
scrosci di acqua negli anfratti
sul fondo di mari silenziosi
per strade semideserte
*
brulichio di universi
fervore di magma
le sei
e all’angolo della strada
accensioni di fanali
con fretta
*
sempre nuova l’alba
ne odo passi e voce
in fondo
a corridoi di pietra
a pagine secche
a tempi sconnessi
a versi confusi

*

le sei e una nebbia ti strappa il cielo
scivola sul terrazzo indugia sui vetri
*
pozzo di luce
brilla su spada di bronzo
con fretta
lunghe dita tessono la luce
cenere investe la parola
nel tenero interno
una forza si dipana
germogli nel respiro
*
sempre nuova l’alba
migrante

m.a.

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