fr.5

non si vede il mare

*

fiordi di trasparenze come un castigo

madri disfiorano recinti di catene

nel buio   di mestizia 

 sfere lambiscono

 deserti inusitati corbezzoli in lamiere

madri in catene su rigori di blasfemie

 luci stampano

se fossero di carta brucerebbero

nel forame che annienta  follie

mantide tra foglie  al vento 

la più alta delle solitudini al margine

di memoria

emersa da un confine di cielo

non più lo stesso

una brina  di silenzi e chiaroscuri

 riveste le tempie di deserto

le narici di domani

che risuona in corsa nella notte

*la luna inciampa in un cespuglio

*

non si vede il mare

offeso lancia strali

tra i poli del tempo

 m.a.

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