fr.4

sorsate di sabbia gridi di gabbiani
al tramonto sul fianco di un colle
sopra ogni mutamento salpano
col moto alterno delle onde

ticchettio tregue brandelli di giorno
su pelli strappate al mondo
risuonano nell’incavo della  mano
come di perdita -futuro sparso-
non c’è sollievo
ci curva un peso di tempeste
vivere sul ciglio della strada
ci silenzia una mancanza di luce
eppure il cielo imperla tutti i mari
ma non sfiora voli qui dentro
non schiude corpi la fuori
solo pezzi di memoria
solo parole deformate inganno di vocali
forse  per non soffrire mai
solo sguardi di avversità
per timore di uccidere
epifanie in dissolvenza

un cigolio ci incatena le tempie
e non parlo di ieri o di domani

m.a.

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2 comments

  1. Di rimbalzo dal blog di Cristina, scopro ancora un Poeta (non amo il vocabolo poetessa!) di toccante capacità e mi soffermo sulla tua pagina, particolarmente attratta dal tuo “timore di uccidere/epifanie in dissolvenza”. Delicato pensiero poetico che risuona nel mio immaginario come un felpato ritornello.
    Buonaserata.
    grazia

    Mi piace

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