Finitudine

resta di quei momenti
colmi di umori
nel corpo e nel respiro
un gocciolare incessante
una sottrazione
per quella macchia
in mezzo al bianco
un evento puro
mi farà da scudo
e vivrò
solo dentro alle parole
*
resta di quei momenti
uno spasmo di agonie
su tegole di vento
foglie sul selciato
un’ellissi di non ritorno
tormenta di un’ assenza
dentro un carro vuoto
eppure uno stesso ricamo
dentro le parole
scandisce sui grovigli
grappoli di glicine viola
*

resterà di quei momenti
una bocca inquieta
di silenzio come fuoco
indiziato e indizio
di un vento antelunare

non posso trattenermi
il tempo si confonde

m.a

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19 comments

  1. I Tuoi versi dovrebbero lasciare in chi legge una leggera inquietitudine. Ma il singolare è che così non è. Rimane, in colui che ne entra in sintonia (o almeno pensa di entrarci) una sensazione di leggiadra tristezza. Ed anche di incompiutezza. Perchè si sente che ci sarebbe dell’altro. Che è rimasto inespresso. Forse inconsapevolmente. Forse no. Ciao. cara Mary. Mimmo

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    1. Sì, Mimmo di incompiutezza.Ascoltare l’ininterrotto messaggio che dal silenzio sgorga , ma mai reggere fino in fondo l’ombra della terra di cui siamo materia…Buon pomeriggio, senza neve da spalare , spero!

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  2. Momenti. Perchè essi sono a definire l’anima del mondo. Nei momenti della poesia riusciamo a glorificarlo. Ma proprio quando percepiamo la visione d’insieme, (il resto, quello che rimane in disparte), il senso di completezza ci investe riflettendo la vera anima nascosta.
    Un sorriso per una felice serata.
    ^___^

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    1. sì keypaxx, la poesia offre un breve attimo di sosta e scrolla di dosso i mascheramenti ma se il pensiero si addentra nell’esplorazione , approda inevitabilmente, alla coscienza del suo limite .Buona serata anche a te e grazie.

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  3. “e vivrò
    solo dentro alle parole”

    è consapevolezza ciò che resta avendo adoperato lo strumento della voce, della scrittura, del versarsi ininterrotto
    bisogno di comunicare oltre gli occhi, oltre le immagini di copertina, oltre i passi
    grazie Maria

    elina

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  4. E’ il varco per l’infinito quello cui aspira chi è consapevole che siamo sempre in divenire…
    e tu pervadi ogni parola ci sei dentro, una dopo l’altra in continua evoluzione… ed è bellissimo “leggere” come sei.

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  5. .. in mezzo al bianco .evento puro ….. ANIMA
    J. Boehme conobbe un Dio ” fiammeggiante d’ira”,un vero Deus absconditus ,concezione del mondo gnostico.
    il viandante

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