…..fino al compimento

giornata usi parte dal dolore del mondo
dove contano i gesti
le parole di libertà
incise su arene di fuoco
per noi espropriati
tra il sonno e la veglia
a ricercare suoni

si parte da lontananze
scese nel mutato cuore
immerso su bordi
lambiti dal silenzio
con echi di riflessi
saturi di presagi

si  parte da un moto circolare
scalpita arde
fino a farsi tufo
nella brocca degli incensi
si annida
dentro fino al compimento
dopo le mareggiate
su fondali di mare

si  parte da un tempo
intriso di dolore
smarrito dentro orbite vuote

m.a

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16 comments

  1. Non c’è felicità all’inizio di un parto poetico dunque; non un sorriso ma solo la frattura dolorosa che partorisce gioia e condivisione. So da tempo che è così Maria, forse è sempre stato così, ma l’essenza leggera e profonda dell’animo umano si dispiega solo dopo.

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  2. Ma la parola che crea, mai conoscerà il naufragio del mortale uomo.Ed è così che,l'”enigma” del dolore trova la sua circolarità, purificandosi, diventando,appunto di neve-parola che crea e salda fili di letizia che nell’ordito della trama nel prima mancava.Grande e mite creatura che abbraccio forte mentre la neve len-ta-men-te scende. Mirka

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  3. Ciao Carissima Preziosa Maria,
    peccato che il tempo non mi è propizio, perché di sicuro dalle tue sole ispirative poetiche parole, potrei leggere nel mondo delle IDEE che tanto ci accomuna o ci allontana per quella vera ricerca interiore che prima o poi conduce ogni giusto ricercatore d’anima….
    Su queste tue sagge nostalgiche riflessive parole si potrebbe veramente scrivere un trattato… Un trattato che non parla solo del dolore, ma del perché anche nel buio più profondo e tetro della notte, coronato da quelle entità che ci tengono e trattengono prigionieri in questo illusorio piano di coscienza, proprio nella paurosa notte così come in ogni aspetto negativo che ci ha sommerso ed intriso di paure ed anche di piccoli o grandi dolori… proprio in questi stati particolari dell’essere è possibile scorgere la radiosa affine luce delle stelle che assai invisibili sono nella luce del giorno. Si arriva al compimento di quella già tracciata via solo quando ogni consapevole saggio viandante pellegrino di questo mondo ridiventa il suo stesso sentiero risvegliando anche in piccolo infinitesimo frammento la propria “memoria cosmica”…. Così come ogni immortale guerriero attraverso la sua mortale natura riscopre la sua libera immortale essenza che gli permette di superare se stesso e tutte quelle indotte paure psicologiche che condizionano ogni ordinaria coscienza collettiva. Sul tempo circolare come anche su ogni compimento circolare di ogni cosa, cos’ come anche e soprattutto per l’essere sanziente, è stampigliata ogni esistenza con simboli, immagini o circostanze “ostenta divinatorie” che bisogna riscoprire da ogni significativa coincidenza che come un marcatore/semaforo ci indica in questa via inconsapevole ciò che abbiamo già scelto nella nostra più grande consapevolezza quando dall’altro piano di maggiore coscienza abbiamo pianificato questa come tantissime vite di esistenza….

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  4. ma l’hai scritto già un trattato, Raffaele , e te ne ringrazio dal profondo del cuore ! Putroppo una brutta influenza mi sta devastando la “memoria cosmica”…………Un abbraccio e un sorriso. Mary

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  5. La poesia occorre al poeta per esprimere le proprie sensazioni attraverso il prezioso filtro dell’anima. È espressione completamente intima, laddove chi la esercita lo fa con straordinaria padronanza del caso.
    Dolore e silenzio spaziano dentro, permettendo alle parole di diffondersi.
    Un sorriso per la serata.
    ^____^

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  6. Keypaxx , tu accedi al centro dell’anima , dove si attiva la sola leva capace di dare vita a immagini e pensieri con le tue storie dense di simboli . Leggerò presto “La costola di adama” …….Grazie ^___^

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  7. Ciao Carissima Maria Allo,
    spero tanto che stai meglio.
    Scusami per la mia innata curiosità, ma che è sta “ costola di adama”, anche perché qualcosetta l’ho ricercata ed anche capita di quella vera genesi.

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  8. .. il moto circolare, è l’eterna condanna, il mandala è il simbolo di eccellenza.
    I dolori del mondo, sono l’araba fenice, tutti li subiamo, nessuno sa da dove vengono.
    Il poeta può solo cantarli, ma l’ascolto troverà eco per i viandanti che non sanno cosa fare.
    Il lago oscuro fluisce illusioni del cerebrospinale la meta è il divenire……
    Il viandante

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