Tutte queste schegge


Tutte queste schegge
su raccordo
di cauto fogliame
interposte al riparo
di disincanti
a luci spente
in sincronia
di tempi e stalattiti
cambio rotta ai sogni
vivrò di libertà


tutte queste schegge
in assenza di un dio
esplodono
nel grumo antico
distruggono
più di un nubifragio

tutte queste schegge
sradicano attese
da tenebrosi abissi
saggiano radici
di lutto erratico
nel crepìtio puntuto
in sacrificio

tutte queste schegge
in agguato di scoglio
affilano tratteggi di volti
nel fondale indistinto
di una metà che non
mi appartiene
splendore incandescente
di abissi mi scolpisce
sarò medusa corallo
o solo goccia blasfema
che scorre nel dirupo
come lava

M.Allo

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15 comments

  1. Tutte queste schegge ci tormentano, nel desiderio estremo di conoscere la nostra essenza, eppure è in ognuna di esse una porzione di noi, indispensabili a comporre il tutto…pur se goccia nell’universo, ma mai blasfema, anzi meravigliosamente palpitante di vita.
    Un caro abbraccio.

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  2. Mary dalle infinite risorse…anche provocatoria quando chiede a una musicista l’unicità di un compositore.Beh! mi attengo al sassolino lanciato,Mahler,come più volte ho espresso in post sul blog dell’ex splinder ,lo amo al punto che vorrei fosse lui a darmi il benvenuto quando arriverò sull’altra sponda.Ma,ora,gustiamoci la sorpresa di Roma che il 21 febbraio io sarò lì.Un grande abbraccio anticipato e…sempre un’Evviva.Mirka

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  3. La poeticità delle schegge mi rappresenta in pieno, non so nè ho voglia di ricomporre, non amo i rosari, preferisco le puntute schegge che mi attraversano e non mi cullano ma mi fanno sentire viva, pur coi piedi e il cuore sanguinanti… grazie di questa bella poesia e auguri per l’evento romano a cui vorrei tanto essere… un abbraccio, poetessa!

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    1. Adattarsi a un tempo senza Anima EQUIVALE A SPEGNERSI ,ossia consegnarsi a una sorte di morte in vita.L’aquila cadde vicino a te e volle farti guerriera ,tu non perderai mai il contatto con la luce …….”dove la madia era vuota presto ci sarà del pane”. Sono presa letteralmente dal tuo “Feudo del mare” la stagione delle donne ……Namastè, bella scrittrice!

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