Distanza

una penombra mi attraversa
come nebbia in lontananza
un silenzio
parla con la parola
che sussurrando tace

un soffio di vento
come voce
un canto
di origine lontana

sei tu

ti riconosco

dai virgulti perlati
sillaba piena
di tralci appena nati
neve bianca di promessa
stralcio di luce
appena sussurrata

non vedi

quei rami di quercia
anneriti da balugine cieca
quei cardini sconnessi
su fuochi spenti
grondanti di frammenti

non senti

invocazioni recise
di perdono
su marosi bianchi
come la nostra anima
gemiti arcani
si spengono
mani convulse
brancicano varchi
per soffocanti rugiade

sei tu

ti riconosco

dalle foglie di quercia
fluttuanti annodate al respiro
a quell’ora accendi silenzi
calcati da luci misteriche

non senti
l’eco scomposta

invocazioni si perdono
sulle onde
nell’abisso del tempo
il suo dolore

e il mio

M.Allo

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15 comments

  1. l'”eco scomposta” è solo un dolore per “assenze” frantumate dalle onde che impetuose ridono del tempo fugit nel mentre unifica il gemere di quelle gocce in cristallino abbraccio come faccio adesso io.Mirka

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    1. Grande Ebe , il dolore ,quando si astrae da esso, diviene di tutti con alta la speranza della visione che aiuta davvero , anche se di tanto in tanto raffiora impetuoso….. Ricambio il cristallino abbraccio. Mary

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  2. Quando c’è condivisione, attraverso la parola-poesia il sentimento diventa universale, sia che sia dolore, che gioia, ci si incontra nella dimensione delle emozioni, quella abitata dal poeta, che a volte è al centro di noi stessi, a volte al centro dell’altro…e ci si riconosce in tutta la nostra umana fragilità.
    Ciao Maria, è sempre emozionante leggerti.

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    1. Sì condivisione,cara Frantzisca,la poesia ha molto da dirci se si sa comprendere , come dice Hillman,nelle sue parole,l’afflato dell’anima,laddove il nostro cuore è un fosso asciutto , scavato dal dolore,forgiato dalla pena e tu, Alma mater, sai……Ti abbraccio,Grazie infinite

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  3. “un soffio di vento, come voce un canto di origine lontana sei tu”. Cara prof. volevo farle i miei complimenti, io non sono mai stata una grande “scrittrice” però amo leggere, e mi fa piacere quando chi scrive riesce a suscitare in me emozioni forti, e lei prof. ci è riuscita. Ancora tanti complimenti. Un abbraccio

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    1. Grazie , cara ,carissima Elisa. Sappi che dalla lettura si può passare alla scrittura con facilità e tu non solo leggi, ma riesci a percepire la” voce nuova” che si leva proprio sul fragile confine che separa e unisce l’immaginazione dalla realtà, il dentro dal fuori .Un bacio e…..Ad maiora!!

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