C’è come un buio

c’è come un buio
di rintocchi su sgranati giorni
con vorticosi giri in andirivieni franti
buio espanso mai definito
fermenti a valanghe
su strani levrieri
di sillabici atavici respiri
parole su sponde del non detto
fluire di tempo senza ritorno

c’è come un buio
che ci sovrasta piano
indugia scruta e ci possiede
ma è strappo di cieli inermi
su righe di nitori appena percepiti
e l’erba l’erba che si calpesta
non fa senso di solidale amore

eppure quel tronco alla deriva
acqua diventerà a ritmo di onda

Maria Allo

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2 comments

  1. Non possiamo quindi far altro che farci trasportare, con la coscienza accesa di un divenire infine fuori da noi? Il “buio che ci sovrasta piano” mi è parso il sipario più dolcemente e terribilmente veritiero di questi versi. Ribadisco una forte impressione di contiguità e sintassi esistenziale: fatto rarissimo.

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