(“Mnemosine/sulla mia lingua è il tuo nome.Non so come;/Perchè dovrei dirti io ciò che tu così bene vedi;/Perchè tanta fatica per svelare/ciò che le tue labbra sanno?A me tenebra e buio,/Dolorosa e vile dimenticanza chiudono gli occhi:/Cerco di capire il perchè di tanta tristezza,/Ma la melanconia m’ottunde le membra;/Esull’erba seggo e piango/Come uno che una volta aveva le ali…”,Hyperion III,81-91)

https://i1.wp.com/files.splinder.com/1af93374306db454475e57cfdeb07c52.jpeg

Lascio l’ombra dell’anima

screziata a fuoco dal vulcano

scolorita forse polvere a singhiozzo

Lascio coi miei libri preferiti

le pagine che odorano di sale

i versi senza timbro di respiro

svelano sogni a prova di maestrale .

Lascio solo gocce di rugiada

che in Primavera ho carpito al prato

non conosco altre stagioni alla mia vita

non un cielo ad orizzonti dilatati

Mi sento nelle vene già il presentimento

rendiconto di un labile tramonto

Lascio il mio volto

cadavere nella stiva

disteso in sogni lunghi

non visto ma perduto

strano esiliato tra la gente

la strada si biforca a questo punto

andrò in cerca di quello ch’ è perduto

M.Allo

 

 

 

 

 

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